Page 143 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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della guerra,  di  tacitare almeno  temporaneamente le  proteste arabe,  ga-
            rantendosi comunque l'appoggio ebraico contro il comune nemico nazista.
                 Anche in Iraq, l'atteggiamento delle Potenze dell'Asse evidenziò ne-
            gative incertezze.  In questo paese, gli  anni Trent:a  avevano testimoniato
            profonde fratture  tra la  classe  dirigente e  il popolo;  evidenti  difficoltà a
            costituire un sistema democratico-parlamentare; rivalità tribali. Nel 1936
            un golpe militare aveva portato alla ribalta il generale Badr Sidqì, ma se-
            condo  il giudizio  dello  storico  inglese  P.  Mansfield,

                    "esso era fallito poiché le personalità riformiste erano state emarginate,  l'e-
                    sercito  era  diviso  e il grosso  della  popolazione  restava  estranea  ai nuovi
                    governanti ... La fazione che alla fine rovesciò Badr Sidqt rimase al potere
                    dietro le quinte e ...  nel 1938 riuscì a imporre il governo di un civile,  Nurl
                    as-Sald'' < 3 ).

                 È proprio grazie alla fedele  amicizia di costui che la Gran Bretagna
            poté consolidare il suo dominio coloniale, ex-mandatario, sull'Iraq. Quando,
            nell'aprile-maggio 1941, un gruppo di ufficiali filo-nazisti, tra cui primeg-
            giava Rashìd Ali al-Kaylanì, riuscì a effettuare un colpo di stato che avrebbe
            aperto promettenti prospettive politiche per la Germania, la diplomazia
            tedesca rimase sostanzialmente inerte consentendo alla Gran Bretagna di
            reprimere rapidamente la rivolta e di reinstallare al suo posto Nurì as-Saìd.
                 In novembre al-Kaylanì fuggì  a Berlino dove si incontrò con il Muftl
            Amìn al-Husseynì,  che  già  dall'ottobre  aveva  trovato  rifugio  in  Italia.  I
            due personaggi non si amavano, ma dovettero far buon viso a cattiva sor-
            te.  Durante l'alternanza di offensive e controffensive per conquistare l'E-
            gitto, tra la fine del1941 e l'estate del1942, mentre l'Afrikakorps di Rommel
            sembrava dover ormai puntare vittoriosamente sul Cairo le loro  rivalità
            e i reciproci contrasti furono al centro di un complicato intreccio diplo-
            matico, inteso a sfruttarli il più opportunisticamente possibile in vista della
            presunta disfatta inglese.  Il Muftl sembrava trovare più ascolto a  Roma;
            al-Kaylanì  a  Berlino.
                 Si  registrò un certo sforzo italiano nel tentativo di dare una rassicu-
            rante svolta panaraba alla politica mediorientale dell'Asse, ma le tergiver-
            sazioni di Hit:ler furono tali da non consentire di andare più oltre di qualche
            generica dichiarazione di principio. Fu comunque da Berlino (da Berlino,



            (3)  P.  Mansfield, A  History  of the Middle  East,  Harmondsworth, Penguin,  1991, p.  199.


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