Page 147 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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egiziane ... è un'azione di guerra di un belligerante contro un altro belligerante,  con-
           dotta  sul territorio  di  una  terza potenza  occupata  da  quest'ultimo" < 4 l.
                Di fatto, la Gran Bretagna aveva visto di malocchio l'ascesa al potere
           di Ali Maher e, una volta deflagrato il conflitto, era più che mai intenzio-
           nata a mantenere, col pugno di ferro se necessario, l'Egitto nella sua sfera
           di influenza e di controllo militare. La situazione divenne esplosiva quan-
           do il Palazzo ordinò che le truppe egiziane di guarnigione sul fronte occi-
           dentale non aprissero  il  fuoco  contro gli  italiani.  Il  braccio di  ferro  che
           oppose il rappresentante britannico, Sir Miles Lampson, al re Fariìq ter-
           minò,  com'era  nella logica  delle cose,  con la  sconfitta  di quest'ultimo.  Il
           28 giugno  1940 Ali Maher si  dimise,  aprendo una crisi politica che per
           un biennio, fino al febbraio  1942, avrebbe visto l'alternarsi di deboli mi-
           nisteri, guidati  da  Hasan Sabri e  Husayn  Sirri Pasha.
                Nel frattempo, però, la situazione in Egitto era venuta ingarbuglian-
           dosi.  Un ruolo  centrale nel  precipitare degli  avvenimenti lo  giocarono  i
           Fratelli Musulmani.  Costoro,  dopo  aver  sostenuto  in  un primo momento
           la non belligeranza del paese, reagirono alle pesanti interferenze britanni-
           che  partecipando più attivamente all'agitazione nazionalistica  contro gli
           inglesi. La risposta delle Autorità occupanti non si fece attendere: nel maggio
           1940 al-Banna venne trasferito nell'Alto  Egitto  con l'accusa di aver tra-
           scurato il proprio lavoro  di  dipendente statale del Ministero  dell'educa-
           zione. Un esilio breve, visto che la guida suprema dei Fratelli ritornò al Cairo
           in settembre, per essere sottoposto a  nuovi arresti, mentre l'associazione
           vedeva i propri periodici soppressi e annullato il diritto di riunione e pro-
           paganda.

                Il trasferimento di al-Banna era coinciso praticamente con la crisi del
           Ministero di Ali Maher e con il pensionamento forzato del Capo di Stato
           Maggiore  dell'Esercito Aziz  al-Masri Pasha,  un uomo  che  si  era distinto
           per la causa nazionalistica araba e aveva partecipato ai tentativi ottomani
           di strappare la Tripolitania dal dominio coloniale italiano.  Con Ali Ma-
           her e Aziz al-Masri, al-Banna stabilì presto dei contatti, intessendo un in-
           treccio  di  relazioni  che  includeva,  oltre ai  Fratelli  Musulmani,  uomini di
           palazzo, studenti universitari, ufficiali dell'Esercito e perfino membri del
           Giovane Egitto.  Già si era andato formando, nelle file dell'Esercito il gruppo
           nazionalista  e  rivoluzionario  degli  Ufficiali  Liberi,  tra  cui  spiccavano  le



           (4)  Cit.  in  M.  Colombe,  L'Evolution  de  l'Egypte,  Parigi,  Maisonneuve,  1950,  p.  89.


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