Page 288 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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ad agire in costanti condizioni di inferiorità, adatta più ad una guerra di
montagna che ad una guerra di rapido movimento sulle grandi pianure
della Russia meridionale.
Ad ogni modo, il 9 luglio, mentre i due nuovi Corpi d'Armata, II
ed Alpino, erano ancora in movimento per la loro zona di radunata tra
Stalino e Gorlovka, il Comando dell'VIII Armata (ARMIR) decideva di
entrare, sia pur formalmente, in funzione.
Allo scopo, tuttavia, di concorrere in qualche modo all'offensiva d'e-
state, già in atto lungo tutto il Fronte Orientale, il CSIR venne lasciato
ancora a disposizione della I Armata germanica, incaricata di rastrellare
le forze sovietiche chiuse nella sacca del Donbass e di inseguire il nemico
in ritirata verso il Donez.
3. La battaglia di lvanovka e la conquista del bacino minerario di Krasnij-Luch
Il 12 luglio il CSIR mosse in avanti con la Celere all'avanguardia e
la nuova Sforzesca in sostituzione della vecchia Torino.
Agganciato il nemico dopo circa 30 km ed eliminate entro il 13 alcu-
ne avanstrutture a difesa, all'alba del 14 la Celere partì di slancio contro
il campo trincerato sovietico di Ivanovka, conquistato in poche ore dai
battaglioni del 6 ° bersaglieri.
Ma non era finita perché, mentre gli ultimi superstiti del presidio
sovietico lasciavano precipitosamente il paese, sul cielo dello scontro ap-
parve inattesa una formazione di "Stukas" che prese subito a bombarda-
re ed a mitragliare l'abitato, a danno dei bersaglieri, cui avrebbe dovuto
essere invece d'appoggio; colpa, più che della loro incredibile velocità d'a-
zione, di una deplorevole carenza in fatto di collegamenti e di intese pre-
ventive.
L'errore venne ripetuto anche da una seconda formazione, che con-
sentì al nemico di sottrarsi definitivamente dal combattimento, non senza
aver prima lanciato alcune micidiali salve di lanciarazzi, a fini di repres-
sione e di arresto.
Dopo un paio di giorni di sosta di riordinamento generale, il CSIR
dette inizio ad un ampio rastrellamento conclusosi il giorno 22 con la oc-
cupazione completa del grande bacino minerario di Krasnij-Luch e con
la cattura di circa 4000 prigionieri, ma anche con la perdita di oltre 90
caduti e dispersi e di oltre 540 feriti, in gran parte del 6° bersaglieri.
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