Page 291 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Ma non era finita perché per rastrellare, a seguito di stolido ordine
germanico, un bosco acquitrinoso di riva destra e per tenere poi a bada
i ritorni offensivi del nemico, occorsero altri l O giorni, negli ultimi dei
quali la Celere venne a poco a poco sostituita dalla 79 a Divisione pionieri
ed il 14 agosto restituita all'VIII Armata italiana, che dal 10 stava schie-
randosi anch'essa lungo la riva destra del Don, circa 30 km più a monte.
La notte sul 22, dopo l'avvenuta restituzione dei suoi 2 ultimi batta-
glioni, trattenuti sul posto per altri 8 giorni dalla 79 a Pionieri, l'impresa
di Serafimovich poteva dirsi conclusa, al prezzo di più di 200 caduti, ol-
tre 100 dispersi, quasi 1000 feriti, un intero gruppo da 75/27 e 7 pezzi
da 47/32 schiacciati dai carri e la perdita di altri numerosi materiali.
Ma i sovietici l'avevano pagata molto più cara, con la perdita, oltre
che di un'importante posizione, dalla quale poter minacciare sul fianco
e sul tergo la VI Armata germanica, di un elevato numero di morti e feri-
ti, di circa 1600 uomini caduti prigionieri, dell'intera aliquota corazzata
e di numerosissimi altri materiali.
5. La prima Battaglia difensiva del Don
Il 10 agosto l'VIII Armata Italiana, meno gli Alpini, era giunta an-
ch'essa sul Don, schierandovisi entro il 15 lungo un fronte ampio circa
200 km, col II C.A. a sinistra, il XXIX C.A. germanico al centro ed il
XXXV C.A. (CSIR), il primo arrivato, all'estrema destra. Quest'ultimo con
la Pasubio a sinistra, la Sforzesca a destra e con la Legione Tagliamento ed
il Raggruppamento a cavallo in riserva.
Contro l'Armata Italiana si era schierata la 63 a Armata sovietica che,
dall2 all9 agosto, si adoperò per trovare il punto più debole del disposi-
tivo contrapposto ove applicarvi il massimo sforzo ai fini di un'offensiva
di alleggerimento a favore della difesa di Stalingrado.
Lo trovò all'immediata destra della Sforzesca, o ve la 79 a Pionieri, se-
veramente impegnata nell'area di Serafimovich, aveva lasciato un tratto
praticamente indifeso di oltre 10 km di ampiezza.
E fu proprio lì che all'alba del 20 agosto alcuni battaglioni della l 79 a
fucilieri passarono silenziosamente il fiume ed attaccarono di sorpresa il
fianco ed il tergo delle sottili difese del 54 ° fanteria, mentre, subito dopo,
il resto della Divisione, varcato in vari modi il Don, in regime di magra,
investiva d'impeto l'ala sinistra del 53 ° fanteria ed il centro dell'intero
schieramento della Sforzesca.
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