Page 295 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Dopo un lungo periodo di stasi operativa, in linea e come riserva
d'Armata, la Celere ottenne una consistente aliquota di complementi che
si integrarono rapidamente con i veterani assorbendone lo spirito com-
battivo e la forte autodisciplina.
1128 novembre, dopo un mese dalla sua costituzione in Riserva d' Ar-
mata, la Celere veniva schierata nuovamente in linea sul Don lungo un fronte
di circa 52 km, atto a consentire solo un misero schieramento filiforme
e largamente intervallato.
Attaccata in massa ed a fondo il 17 dicembre, specie in corrispon-
denza della foce del Tichaja, la Celere si difese accanitamente, ma il 3 ° ber-
saglieri fu circondato e poi distrutto mentre il6°, ricevuto il 19 sera l'ordine
di sottrarsi all'accerchiamento, riuscì a motorizzarsi ed a ripiegare con le
residue truppe del proprio settore.
Avevano così inizio gli 11 giorni di Storia del ripiegamento della co-
siddetta Colonna Cartoni, dal nome del Comandante del 6 °, che, unitamen-
te ad un gruppo cingolato SS. del colonnello Schultz e di alcuni reparti
rumeni, difese ed aprì la strada della salvezza al cosiddetto Biocco Sud, in
marcia di scampo a piedi per circa 350 km, assorbendo, cammin facen-
do, altri volonterosi in grado di battersi con efficacia.
Giunto nelle retrovie, dopo aver perso per assideramento alcuni uo-
mini trasferiti per ferrovia su vagoni malauguratamente scoperti, per ca-
renza di altri mezzi di trasporto, il 6 ° bersaglieri, riordinato su 3 ridotti
battaglioni della forza complessiva di circa 1400 uomini, compresi alcuni
elementi del 3 °, rafforzato con armi tratte da magazzini locali, con auto-
mezzi vari, con 700 uomini e 2 residui pezzi del 120° artiglieria ed un
gruppo di artiglieria della Sforzesca, venne inviato a Pavlograd, ove giunse
il6 febbraio 1943, col compito di proteggere il ripiegamento su Dniepro-
petrosk dei reparti del II C.A., dell'Intendenza e di altre unità alleate.
Quivi, aggregati altri 700 uomini del locale presidio tedesco e 250
movieri italiani, al Raggruppamento italiano venne chiesto di difendere
Pavlograd sino al giorno 20 al fine di guadagnare il tempo necessario a
far affluire altre truppe per la difesa del Dnieper e per la condotta di una
controffensiva generale.
Avuti a rinforzo 7 carri "tigre" e 3 semoventi da 88 mm, il Coman-
dante del6° organizzò abilmente la difesa dell'abitato, spinse il più avan-
ti possibile robuste pattuglie ritardatrici, difese la città allo stremo e ripiegò
il 17 febbraio solo al sopraggiungere delle formazioni tedesche avanzanti
alla controffesa.
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