Page 298 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Le ombre della ritirata sono connesse al gran freddo, alla fatica, alla
fame, all'esaurimento delle munizioni, alla mancanza di rifornimenti e rin-
forzi, ma, a parte lo strapotere dell'avversario, soprattutto alla mancanza
di mezzi di trasporto, di mezzi corazzati e di riserve per manovrare.
Le luci della ritirata, dovute al coraggio, alla solidarietà ed a felici
iniziative locali, non mancarono affatto, ma non si vollero conoscere, né
tanto meno si vollero pubblicizzare, per insipienza, cattiva coscienza e in-
teressi politici avversi.
Le responsabilità del disastro finale sono dovute in primo luogo al-
l'incompetenza, all'incoscienza ed all'avventurismo della classe politica del
tempo. Se le nostre truppe fossero state inviate in Russia con armamenti
ed equipaggiamenti adeguati, la guerra si sarebbe persa lo stesso, ma in
modo e forse con esiti diversi.
Della nostra campagna di Russia, durata dall'estate del 1941 all'in-
verno del1943, la nostra pubblica opinione ha sempre saputo poco e ma-
le. Tanto è dovuto al fatto che in un primo tempo, i bollettini ufficiali
furono generalmente a corto di notizie e quindi assai scarsi e vaghi e le
Autorità del periodo molto restie a pubblicizzare i vari aspetti di uno sforzo
bellico finito così male; in un secondo tempo, a sconfitta finale avvenuta,
i mezzi di pubblica informazione si diffusero e si diffondono ancora, qua-
si esclusivamente, sugli aspetti più disastrosi della grande ritirata dell'in-
verno 1942-1943, senza curarsi di tutto il resto e quindi con danno per
la realtà storica e la corretta informazione.
Sarebbe ora di porvi riparo, perché il passato non è mai passato e
perché, stando a Sooren Kierkegaard: "Si capisce la vita guardando all'indie-
tro, ma bisogna viver/a guardando in avanti''.
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