Page 300 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Fu colpa dei nostri Stati Maggiori di non aver contrastato questo er-
                 rore strategico? Essi  furono  posti  davanti alla  decisione già presa  e resa
                 pubblica; furono  posti a  livello  di  esecutori più che a  quello  di  ascoltati
                 consiglieri. Probabilmente il generale Cavallero cercò di "raffreddare" ed
                 insabbiare la decisione,  sperando che  Mussolini cambiasse idea o che la
                 campagna  finisse  prima.  Infatti,  mentre il  CSIR,  tra l'accettazione  della
                 offerta e la sua partenza, impiegò meno di un mese, per l' ARMIR la gesta-
                 zione fu  di dieci mesi. Il progetto venne pertanto messo a riposare e solo
                 alla  fine  del  1941  ne  fu  deciso  l'assetto  organico  (vedasi  allegato  1).
                      Si  attinse a ciò  che vi  era di  disponibile e che era meno di  quando
                 si era costituito il CSIR: le azioni in Africa, il logorio in Balcania, il poten-
                 ziale industriale che cominciava a risentire dell'esaurirsi delle scorte, non
                 consentivano di correggere quelle deficienze che il CSIR stava riscontran-
                 do  e  puntualmente  segnalando.

                      Come  raddoppio  del  CSIR  (che  diveniva  XXXV  Corpo  d'Armata)
                 veniva dato il II Corpo d'Armata, formato da tre Divisioni di fanteria (Ra-
                 venna,  Cosseria e Sforzesca) adatte ai terreni italiani e con i soli servizi moto-
                 rizzati.  Veniva  inoltre  aggiunto  il  Corpo  d'Armata  Alpino  (Divisioni
                 Cuneense,  Tridentina  e julia)  con  orientamento  all'impiego  sul  Caucaso.

                      Le  modifiche  correttive  apportate erano  essenzialmente  nelle  unità
                 aggiuntive  e supporti, ma di  non grande rilievo:  Divisione  Vicenza,  per
                 la difesa delle retrovie, un Battaglione sciatori, Legione Croata,  Battaglio-
                 ni mitraglieri, controcarri (ma con il47/32), guastatori, artiglierie in mag-
                 gior  numero  ma  poco  moderne.
                      Più tardi venne trasformata  la  Divisione  Celere  in motorizzata  e la
                 sua aliquota a cavallo fu  enucleata e portata a  disposizione dell'Armata.
                      Il confronto con lo CSIR mostra un grande aumento di uomini, ma
                 non di armamento e perfino una diminuzione  dei già scarsissimi mezzi
                 corazzati  ed aerei.
                      D'altra parte non vi era altro: sia in grandi unità, sia in armamento.

                      Da notare anche che l'impegno logistico diveniva molto più complesso,
                 però sempre dipendente dai tedeschi per i trasporti, le  risorse energetiche
                 e gli sgomberi; organizzazione questa sempre più in crisi con l'aumentare
                 delle  distanze  e l'onere di trasformazione  della  rete  ferroviaria  a  scarta-
                 mento  europeo.

                      In definitiva ne risultò uno strumento ancora meno mobile del CSIR,
                 appesantito  e  con  minore  possibilità  di sfruttare  risorse  locali.


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