Page 292 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Mentre i due reggimenti italiani reagivano e tentavano di ristabilire
               la situazione, col concorso sulla destra della Legione Tagliamento,  altri bat-
               taglioni di altre 2 divisioni sovietiche, la 203a fucilieri e la 14a della Guar-
               dia,  passavano anch'essi il  fiume,  seguiti a  distanza dalla  38 a fucilieri  e
               da  unità di  Cavalleria.
                    Il giorno 21, sfondata al  centro da preponderanti forze  nemiche,  la
               Sforzesca  fu  costretta a  retrocedere e,  per ordine del Comando del XXXV
               C.A. (CSIR), a concentrarsi, protetta dalla Cavalleria, in due grandi capo-
               saldi,  da investire sugli abitati di Jagodnj  e di Tchebotarewskj siti alle te-
               state, rispettivamente, dei due corsi d'acqua Kriskaja e Zuzkan, affluenti
               di  riva  sinistra  del  Tchir.
                    Lo  stesso  giorno,  vista la  pericolosità  della  situazione,  il Comando
               dell'VIII Armata ritenne opportuno rinforzare il XXXV C.A. (CSIR) con
               la sua unica Divisione in riserva,  ossia con la  stanca,  ridotta, ma ancora
               sicura Celere,  che il22 raggiunse la zona d'impiego dopo 150 km di rapi-
               da  marcia  autocarrata.
                    Cosciente di  non disporre delle forze  sufficienti  per contenere e  re-
               spingere frontalmente la sempre più ampia e potente penetrazione nemi-
               ca,  il  Comandante  del  XXXV  C.A.  (CSIR)  decise  di  contrattaccarla  in
               diagonale nell'intento di farla  retrocedere oltre le quote dominanti il cor-
               so del Don o almeno di imporle un tempo d'arresto sufficiente all'accorre-
               re  degli  alpini,  ancora  lontani  ed  in  marcia  verso  il  grande fiume.
                    Fu così  che  al  mattino  del  2 3,  la  Celere,  con  a  sinistra  una  piccola
               colonna  d'attacco (9)  partente  dal  settore  della  Pasubio,  e  con  a  destra  le
               Truppe a cavallo, partenti da entrambi i fianchi  del caposaldo Tchebota-
               rewskij,  mosse coraggiosamente in avanti dalla zona di Jagodnij verso la
               foce del Choper sul Don, all'estrema destra del C.A., con una colonna d'at-
               tacco  di  4  battaglioni  ed una  di  Riserva  di  altri  2.
                    Alla sera del23: la colonna movente dal settore della Pasubio era stata
               costretta a  retrocedere su Werch-Kriwskoj; il Novara,  arrivato  non si  sa
               come indenne sulla q.  191, 4, era stato fatto ripiegare, per evitarne la per-
               dita; il Savoia, giunto sul far della sera a ridosso della q.  213,5, il mattino
               del24 dovrà caricarvi per difendersi; la colonna d'attacco dei 4 battaglio-
               ni bersaglieri, arrivata quasi a metà strada, era stata fatta oggetto di con-



               (9)  Costituita dal III/80°  fanteria,  dalla  Legione  Croata  (della  forza  di un battaglione) e
                   da  400  uomini  del  179°  fanteria  tedesco.


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