Page 284 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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logoramento e forti perdite nei materiali, guadagnandosi tuttavia il rispet-
to e la stima di tutti, nemici ed alleati compresi < 2 l.
7. L'offensiva Chazapetrovka e lo schieramento invernale
Tra il 2 ed il 3 novembre sul fronte orientale giunse d'improvviso
il grande gelo invernale, il cosiddetto "Generale Inverno", costringendo
l'Alto Comando tedesco a sospendere definitivamente dal4 dicembre l'of-
fensiva cosiddetta "Barbarossa", pur con una avanguardia di panzer or-
mai al capolinea di Klimki, ad un rublo di filobus dalla Piazza Rossa.
Sotto la medesima data, il CSIR, che aveva in atto gli ultimi combat-
timenti nell'area di Gorlovka, aveva contemporaneamente in corso l'avan-
zata distribuzione a tutti di una serie completa di vestiario invernale,
approvvigionato tempestivamente dall'Intendenza Est. Talché, da allora
in poi, le perdite per congelamento di quel terribile inverno (3) furono per-
centualmente inferiori a quelle dei tedeschi e persino dei russi.
Comunque, alla metà di novembre il CSIR venne chiamato a rettifi-
care ulteriormente il proprio schieramento per: chiudere l'ampio intervallo
esistente con la contigua l 7 a Armata tedesca; investire il proprio disposi-
tivo lungo una linea difensiva da tenere per la sosta invernale.
Il che fu fatto dal 15 novembre al 14 dicembre: dalla Torino nell'area
di Rykovo, tenacemente difesa dal nemico; dalla Celere, per estendere l'in-
tero schieramento verso Sud-Est; dal CSIR pressoché al completo, per con-
quistare, a prezzo di strenui combattimenti, l'abitato e l'area di Chaza-
petovka, una quindicina di km a Nord di Rykovo.
8. La battaglia di Natale
Il 15 dicembre lo schieramento invernale del CSIR era organizzato
in corrispondenza di una serie di abitati di dimensioni diverse, senza i
quali non sarebbe stato possibile sopravvivere a lungo nella steppa inne-
vata e percorsa spesso da venti spietati. Ed ecco spiegata la ragione per
cui i combattimenti per guadagnarne o mantenerne il possesso erano sta-
ti, e lo sarebbero stati per tutto l'inverno, tanto accaniti. In quella terribi-
le stagione, la più dura a memoria d'uomo, chi fosse rimasto senza rifugio
avrebbe rischiato la morte per assideramento, specie i feriti.
(2) Nel novembre del 1941, Stalin avrebbe detto al rappresentante americano Henry
Hopkins: "Mi trovo a combattere non solo contro i tedeschi, ma anche contro altri soldati.
Gli italiani si sono dimostrati i migliori di tutti, anche dei finlandesi".
(3) 2000 ospedalizzati e 1600 curati presso i Corpi.
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