Page 279 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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poter  reggere  il  confronto con l'ordinamento ternario e  con la  mag-
                gior potenza di fuoco  delle Divisioni Sovietiche che, tuttavia vennero
                affrontate  sempre  con  coraggio  e  spesso  anche  con successo;

                Divisione Celere.  La combinazione di motori e cavali, questi spesso in
                crisi, specie in inverno, si dimostrò subito infelice e tale da richiedere
                un radicale riordinamento e potenziamento della G.U. con nuove truppe
                motorizzate,  fatte  affluire  dall'Italia;
                Armamenti.  Mitra:  nessuna dotazione sino all'estate del  1942; fucili
                o moschetti a ripetizione semiautomatica: nessuno; fucili mitragliato-
                d  e mitragliatrici:  di stentato funzionamento alle più basse tempera-
                ture, pur se lubrificati con antigelo; pezzi controcarri da 47/32: troppo
                pochi  ed  inefficaci  contro  i carri medi  "T.  34"; mortai  da  45  e  da
                81 mm:  scadenti  i primi e buoni i secondi,  ma spesso  con modeste
                dotazioni di munizioni;  pezzi  da campagna da 75/27:  antiquati e di
                insufficiente gittata; mitragliere contraeree da 20 mm: buone; artiglie-
                rie dei calibri superiori: generalmente buone; carri "L 3/33": operati-
                vamente  insignificanti,  sia  per  numero  che soprattutto per efficacia
                e  presto  meccanicamente  fuori  uso;  aerei:  validi;
                Rifornimenti:  spesso difficili a causa dei frequenti  spostamenti, delle
                grandi distanze operative e della lontananza delle fonti di produzione
                in Italia;
                Equipaggiamenti e vestiario: superati, ma nel primo inverno comples-
                sivamente migliori di quelli dei tedeschi e degli stessi russi, per la lun-
                gimiranza del generale Messe,  apprÒvvigionatosi tempestivamente in
                Romania di capi di corredo di lana e pelliccia indispensabili per supe-
                rare  al  meglio  il grande gelo  dell'inverno;
                Truppe.  Quadri: generalmente solidi.  Soldati:  esperti i  trattenuti ed
                i  richiamati;  volenterose  le  reclute  della  classe  1921.
                Provenienze regionali: generalmente dai distretti del Veneto, della Lom·
                bardia, della Toscana, del Lazio, della Sardegna e della Sicilia; con l'ar·
                rivo,  nell'inverno,  del 6° bersaglieri e del  120° artiglieria,  anche dai
                distretti  dell'Emilia  e  Romagna  e  dell'Italia  centrale.
                 Concludendo si  può dire che il nostro Corpo di Spedizione in par·
            tenza per la Russia sembrava più una G.U. adatta a combattere una guer·
            radi bassa montagna e/o su terreni collinari che una G.U. idonea ad operare
            in una guerra di rapido movimento su grandi spazi pianeggianti e fra masse
            di truppe largamente  dotate  di  mezzi  corazzati.  Come fu.



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