Page 281 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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La Torino seguì a piedi, causa la carenza nei mezzi di trasporto neces-
            sari  per  far  avanzare  anche  l'Intendenza.
                 Era iniziato in tal modo un penoso periodo di cosiddetto "sfilaccia-
            mento" del CSIR ed il dramma dei rifornimenti alle distanziate unità del
            Corpo di  Spedizione.


            2.  Dal Dniester  al Bug.  I primi scontri
                 Incaricata di condurre un ampio avvolgimento d'ala lungo la sponda
            destra del Bug, in direzione sud, per concorrere all'accerchiamento ed alla
            elminazione della  testa di  ponte sovietica di Nikolajev, la  Pasubio  tallonò
            le retroguardie nemiche per circa 200 km, agganciandole e battendole in-
            fine,  dall'Il al12 agosto,  negli scontri di  Prokovskoje e diJasnaja Polia-
            na,  durante i quali il  CSIR subì le  prime perdite in combattimento, pari
            a  circa  100 unità  fra  caduti  e  feriti.


            3.  Dal Bug  al Dnieper.  La difesa  sul fiume  e la  manovra  di  Petrikovka

                 Assegnato  il  15  agosto  al I  P anzergruppe  del generale Von  Kleist,  il
            CSIR,  con le  sole  Pasubio  e la  sopraggiunta  Celere  si  schierò  di un  fronte
            di circa  l 00 km lungo la riva destra del Dnieper a monte di Dniepopetro-
            wik,  e di  lì tenne  a  bada  sino al  18  settembre ogni  tentativo  nemico  di
            varcare  il  fiume.
                 Raggiunto  il  15  settembre dalla  Torino,  che  in  50 giorni  di  marcia
            a piedi aveva coperto una distanza di circa  1300 km, il CSIR, finalmente
            riunito, ebbe ordine di eliminare le forze contrapposte fra la grande ansa
            del Dnieper  e  l'affluente  Orel.
                 Il che  fu  fatto  con un'ampia manovra a  tenaglia,  al  di là del  fiume
            verso Petrikovka, della Torino  e della Pasubio  da entrambe le ali;  della Cele-
            re  con  movimento  frontale  dopo  aver  traghettato  il  Dnieper.

                 Il 30  settembre  tutto  era finito,  con la  perdita:  da  parte  nostra,  di
            circa  100 morti e dispersi e circa  200 feriti;  da parte del  nemico, di nu-
            merosi  caduti,  di  oltre  1000  prigionieri  e  di  ingenti  materiali.

                 Da segnalare, inoltre, l'impegno dell'Aviazione del CSIR per mante-
            nere costantemente il controllo cfel cielo della battaglia e quello dei pontie-
            ri  per gittare e  mantenere in  efficienza,  malgrado  il fuoco  nemico,  due
            lunghi  ponti  di  barche  lanciati  sul  Dnieper.


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