Page 88 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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prattutto della Marina, crollò in modo clamoroso, lasciando campo libero
                ai  pochi  ma  potentissimi  raggruppamenti  finanziari,  rappresentati  dai
                super-trust familiari (zaibatsu) Mitsubishi, Sumitomo e Mitsui, fatti subito
                oggetto  dell'odio  delle  masse < 2 l.
                    Fu in questo frangente che presero piede in Giappone due movimenti
                o partiti ultra-nazionalisti, il Kodo-Ha e il Tosei-Ha,  ispirati rispettivamente
                alle  teorie reazionarie ed anche razziste di Ikki Kita e del dottor Okawa
               aventi  ambedue un grande seguito  nello  Stato  Maggiore dell'Esercito.  Il
               loro programma di politica interna si basava sulla nazionalizzazione delle
               principali imprese, mentre in politica estera esso era orientato verso un'e-
               spansione in Manciuria e nella Mongolia Esterna in funzione anti-sovietica
               (Kodo-Ha) oppure verso un controllo militare sull'intera Cina (Tosei-Ha).
               Il fine comune doveva comunque essere la creazione di una "sfera di  co-
               prosperità della Grande Asia Orientale" sotto la guida nipponica, consi-
               derata  come  una  contrapposizione  al  locale  colonialismo  anglo-franco-
               olandese  e  al  controllo  americano  sulle  Filippine Ol.
                    Il Kodo-Ha ebbe inizialmente il sopravvento e riuscì a far  muovere
               l'Esercito  imperiale  nella  direzione voluta.  Infatti  il  18  settembre  19 31,
               in seguito allo  scoppio di  una bomba sulla  ferrovia  manciuriana presso
               Mukden e all'esecuzione di un ufficiale  nipponico in abiti civili da parte
               delle  autorità cinesi,  l'Armata giapponese del  Kwantung -  presente in
               zona fin dalla vittoriosa guerra con la Russia nel  1905 e ristrutturata do-
               po le  "Ventuno domande" alla Cina del25 maggio  1915 -mise il debo-
               le Governo nipponico dell'anziano premier Wakatsuki di fronte al fatto
               compiuto,  occupando  militarmente la  Manciuria < 4 l.
                    Quindi il  18 febbraio  1932 questo Paese fu  convertito in una specie
               di protettorato nipponico, sotto il nome di Manchukuo, alla cui guidaTo-
               kio designò l'ultimo rampollo della dinastia cinese Manciù, cioè quel Pu
               Yi  commemorato  nel  recente  film  "L'ultimo  Imperatore".  Egli  avrebbe
               dovuto conferire a  questo Stato-fantoccio una parvenza di sovranità e di
               autonomia, assumendo nel marzo  1932 il titolo di Amministratore a vita
                e  due  anni  dopo  quello  di  Imperatore  del  Manchukuo.



                (2)  A.  Santoni, "Il Giappone all'attacco", in Storia generale della guerra in Asia e nel Pacifi-
                   co  1937-1945,  vol.  l,  Modena,  Stem  Mucchi,  1977,  p.  30-31.
                (3)  RJ.C. Butow,  Tojo  and the  coming of the  war,  Princeton,  Princeton University Press,
                   1961,  p.  11.
                (4)  M.  Shigemitsu,]apan  and her  destiny,  Londra,  Piggott,  1958,  p.  90.


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