Page 89 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 89
La reazione internazionale portò alla condanna del Giappone quale
stato aggressore, pronunciata dalla Società delle Nazioni nel febbraio 1933,
provvedimento che determinò a sua volta la polemica uscita di questo Paese
da tale consesso internazionale il 27 marzo successivo, cui seguì la denun-
cia di tutte le convenzioni navali firmate da Tokio fino a quel momento < 5 ).
All'interno, frattanto, il trionfante Kodo-Ha premeva sull'accelerato-
re per la definitiva scalata al potere, attuando una serie di attentati contro
le istituzioni, nei quali caddero vittime tra il febbraio e il maggio 1932
il Ministro delle Finanze, Inoue, il Presidente del trust Mitsui, Takuma,
e il nuovo Primo Ministro, Inukai. Quindi, dopo l'abbandono del Giap-
pone della Seconda Conferenza Navale di Londra del 1935-1936, questo
vero e proprio "potere occulto" nipponico mise in atto il 26 febbraio 1936
il più sanguinoso complotto della storia di quel Paese, assassinando il Mi-
nistro della Giustizia, Saito, il Ministro delle Finanze, Takahashi, e l'Ispet-
tore generale dell'Educazione militare, Watanabe.
I responsabili vennero catturati e giustiziati, ma il nuovo Governo
Hirota dovette scendere a compromesso con l'opposizione extraparla-
mentare e affidare i portafogli della Guerra e della Marina a militari in
servizio, anziché della riserva, riesumando il vecchio sistema del periodo
Meiji < 6 ).
L'Italia e il Giappone tra le due guerre mondiali
Dopo questo doveroso seppur breve riepilogo della situazione inter-
na nipponica, vediamo quale fosse l'atteggiamento dell'Italia nei confron-
ti della politica espansionista nipponica dopo il 1931, cioè dopo l'invasione
della Manduria.
Subito dopo la suddetta crisi, Mussolini, che manteneva ancora buo-
ni rapporti con la Gran Bretagna, accentuò i suoi sospetti nei confronti
di Tokio e nel1933 varò un piano di assistenza economica e militare alla
Cina di Chiang Kai -shek che, tra l'altro, portò all'invio della missione
(5) Cfr. Archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare (d'ora in poi A.U.S.M.M.),
cartella 2631, fascicolo 11, "Rapporto dell'addetto navale italiano a Tokio del 24
luglio 1934", in cui è prevista la denuncia nipponica degli accordi raggiunti nelle
Conferenze Navali di Washington del 1922 e di Londra del 1930.
(6) M. Giuglaris, Storia della guerra del Pacifico, Milano, Sugar, 1966, p. 66-67.
87

