Page 181 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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La resistenza 179
ALLA GUARDIA
DEL PIAVE.
COMBATTENTI, compagni, or è un
anno, per Ognissanti, pel dì dei
Morti, noi cantavamo a squarciagola
su pel dosso del Veliki disperato. Vi
sovviene? Un canto che non poteva
essere interrotto se non dalla folgore.
Più forte che l’anelito della corsa
era il giubilo dei petti. Tutto l’uomo
era un grido e una vampa: un fuoco
nel fuoco, una rapina nella rapina,
a volo su per gli imbuti aperti dagli
scoppii, a volo sotto lo scroscio del
ferro e del sasso, a volo di là dal
comando e di là dalla mèta.
V’era innanzi a tutti una bandiera,
ma ogni carne era un lembo del tri-
colore palpitante. Il verde il bianco il
rosso ricoprivano tutto il monte, e
anche l’altra altura da prendere, im -
mensi. Ve ne ricordate?
Ora siamo qui fermi.
La pietra cruda del Carso non ci
vacilla sotto il piede; ma abbiamo il
piede nella dolce terra, abbiamo il tal-
lone nella sostanza della patria pura,
che è più viva della nostra carne
stessa, più cara del nostro cuore stesso
e del cuore di tutti i nostri cari.
Siamo qui fermi, compagni. Stam-
piamo di noi una riva disperata.
Ebbene io vi dico che, molto più di
quella corsa senz’orme, che infinita-
mente più di quella vertigine d’assalto
su per quel monte ignudo è gloriosa

