Page 180 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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178 Dalla Battaglia D’arresto alla Vittoria
Gabriele D’Annunzio
V’era innanzi a tutti una bandiera, ma ogni
carne era un lembo del tricolore palpitante
Gabriele D’Annunzio, certamente il più celebre tra gli interventisti/inter-
venuti, protagonista assoluto delle radiose giornate del maggio 1915, si ar-
ruolò, malgrado i suoi 52 anni, come volontario nell’arma di Cavalleria nel
reggimento Lancieri di Novara. La partecipazione alla Grande Guerra lo vide
protagonista di esaltanti imprese leggendarie e propagandistiche, tra le più fa-
mose la beffa di Buccari a bordo di un M.A.S. e il volo su Vienna, alternando
a gesta coraggiose parole e incitamenti per i militari al fronte. Alla guardia del
Piave fu un messaggio altisonante ma sincero, scritto dopo la rotta di Capo-
retto, dove si ritrovavano gli accenti comuni presenti nelle lettere di semplici
militari alle famiglie: il dolore per l’abbandono dei luoghi dove erano caduti i
compagni, la necessità di ricominciare da capo la guerra e la ferma volontà di
resistere senza crollo di contro all’invasore, per l’avvenire dell’Italia. Questa
breve prosa di D’Annunzio contribuì senza dubbio alla costruzione del mito
del fiume sacro alla patria e ne cambiò da allora anche il genere: la Piave,
come era chiamata fino a quel momento, divenne per tutti il Piave.
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A TUTTI I COMBATTENTI
NELLA TERRA D’ITALIA
NEL MARE D’ITALIA
NEL CIELO D’ITALIA
DEDICA
UN COMPAGNO FEDELE
NELLA VITA
NELLA MORTE
E NELL’AVVENIRE.

