Page 189 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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La resistenza 187
Giuseppe Barberini
Potremo ritornare alle nostre case colle fronti
alte e contenti di aver fatto il nostro dovere
Caporal maggiore del 226˚ reggimento fanteria, della brigata Acqui della
III Armata che aveva combattuto sul Carso ed ora era schierata sul Piave.
L’orgoglio di appartenere alla valorosa terza armata, e la rabbia di dover ab-
bandonare quei monti bagnati di sudore e del più nobile sangue italiano, sono
le corde emotive su cui era scritta la lettera. Consapevole dei rischi che cor-
reva, cercava di far coraggio alla sorella e di rassicurare i familiari – un passo
presente in quasi tutte le lettere scritte in questo periodo dai combattenti im-
pegnati sulla linea del fuoco - sulla pronta e certa riscossa delle armi italiane.
Neppure un mese dopo, il 22 dicembre 1917, Barberini cadeva combattendo
sul fiume Piave.
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29 nOvembre 1917
Mia cara sorella,
ieri sera ho ricevuto la tua cara lettera, e pur troppo ho compreso
anche dalla semplicità del tuo scritto quanta angoscia, quanta an-
sia, per il disastro nato, hai dovuto avere durante i lunghi giorni
che sei stata priva delle mie nuove. Povera sorella mia! Forse sarai
l’unica che avrai sofferto tanto per conto mio...
Assunta, pure essa, stette dieci o dodici giorni senza ricevere posta e
approvo che fece male, malissimo a non scriverti subito appena che
ebbe mie nuove. Insomma possiamo ringraziare Iddio tutti insieme
che anche questa volta mi trovo in salute sano e salvo e auguria-
moci che così possa essere fino alla fine di questo immane conflitto.
Vuoi sapere a quale armata appartengo, me ne immagino la ragio-
ne... Appartengo alla valorosa terza armata, sì, alla valorosa e lo
dico forte!
La mia brigata è la brigata Acqui che trovavasi in linea sul Carso
sotto il Fait non cedendo di un sol passo agli ostinati attacchi del
nemico fino alla indimenticabile sera del 27 che dietro un ordine

