Page 192 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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                                               Guido Rocco

                   Ciò che ho visto in questi giorni non ve lo posso dire




                     Il tenente lombardo Guido Rocco scriveva alla famiglia da Montebelluna,
                  Treviso, ancora provato dalla rotta militare dell’Alto Isonzo e dal ripiegamen-
                  to caotico di migliaia di combattenti e di civili - episodio ricordato con dram-
                  matiche immagini anche da Ardengo Soffici - un’esperienza che ha lasciato
                  nel mio cuore uno strazio tale che non si può definire. E sicuramente era stato
                  un evento tragico per il giovane ufficiale che concludeva la sua breve lettera
                  con l’augurio che l’esercito italiano potesse lavare col sangue la dolorosa ver-
                  gogna di cui si coperto. Guido Rocco non poté vedere la fine vittoriosa della
                  lunga guerra cui aveva preso parte: morì, probabilmente per malattia, quattro
                  giorni prima della conclusione del conflitto, il 31 ottobre 1918.
                                                      ]


                     mOntebeLLuna, 10/11/1917
                       Carissimi,
                       Oltre alla cartolina in franchigia vi scrivo anche questa lettera, per
                       essere più sicuro che riceviate qualche cosa. Io dunque sto benissi-
                       mo sotto tutti gli aspetti; ho passati, è vero, parecchi brutti quarti
                       d’ora, adesso però sto benissimo e sono relativamente al sicuro. Spe-
                       ro che pure voi tutti a casa stiate bene come me al presente. Il disa-
                       stro nostro è dolorosamente enorme: speriamo ora poterci mettere
                       ripiego perché se fosse diversamente addio Italia. Ciò che ho visto
                       in questi giorni non ve lo posso dire, ma vi assicuro che ha lasciato
                       nel mio cuore uno strazio tale che non si può definire. Io, e con me
                       tutti i colleghi e inferiori, posso dire che abbiamo scrupolosamente
                       fatto il nostro dovere e non ci siamo mai mossi dal nostro posto; il
                       fuggi fuggi delle indegne fa... ha costretto i nostri comandi a far
                       retrocedere noi pure e con perdite non indifferenti: ma quelle sono
                       cose che potremo narrarci quando saremo tutti riuniti intorno ad un
                       bel fuoco; ora l’importante è che io sto benissimo.
                       Termino coll’augurare alla nostra Italia che possa il suo esercito la-
                       vare col sangue la dolorosa vergogna di cui si è coperto. Baci Guido.
                  Mondo popolare in Lombardia. La Grande Guerra. Operai e contadini lombardi nel
                             primo conflitto mondiale. A cura di Sandro Fontana e Maurizio Pieretti,
                                                       Milano, Silvana editoriale, 1980, p. 104.
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