Page 193 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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La resistenza 191
Luigi Rizzo
I due siluri del M.A.S. 9 lanciati
simultaneamente giunsero a pochi istanti l’uno
dopo l’altro sul bersaglio
Nella memorialistica della Grande Guerra le operazioni marittime hanno
sempre avuto, con la sola eccezione dei libri e delle riviste specializzate, poco
risalto. La quasi totalità degli studi e delle pubblicazioni rivolge l’attenzione
alla condotta della guerra degli esercititi. Certo, di fronte ai numeri dei soldati
mobilitati nelle armate sui fronti terrestri, a quelli dei morti, dei prigionieri,
dei mutilati, i marinai rappresentarono sicuramente una ridotta minoranza.
Pur tuttavia nel corso della battaglia d’arresto l’impegno dei combattenti
e degli aviatori di marina non richiese minori sacrifici, minor spirito di ab-
negazione, minor coraggio di quello dei soldati in trincea e, se la gravissima
condizione dell’esercito italiano non divenne dopo Caporetto irrimediabile,
una parte del merito va ascritto certamente alla Marina che riuscì a conservare
alle Forze Armate il controllo dell’Alto Adriatico.
Abbandonate il 26 ottobre le postazioni di Monfalcone e di Grado, divenu-
ta impossibile la resistenza dell’esercito sul Tagliamento, l’azione dell’Arma-
ta navale e dei marinai a terra ebbe un ruolo di rilievo, in concorso con quello
delle truppe terrestri, nel difendere l’accesso alla laguna veneta e scongiurare
l’occupazione di Venezia da parte delle truppe austro – ungariche. Con dispe-
rata energia e ferma volontà furono poste in salvo tutte le artiglierie di grosso
calibro e molte di quelle medie e piccole. Importante fu anche l’azione dei
M.A.S. - Motoscafi Armati Siluranti - che risalirono il corso del Tagliamento
e contrastarono e a volte respinsero le incursioni nemiche, contribuendo ad
agevolare le operazioni di ripiegamento delle unità in ritirata. Con i marinai
provenienti da Venezia fu poi costituito il Reggimento Marina che andò a raf-
forzare l’estrema destra della III Armata sul Basso Piave, in collegamento con
i reparti di fanteria. Ma proprio sul mare ebbe luogo l’impresa più esaltante di
quei giorni.
Da tempo il Comando Marina aveva progettato un’azione contro le coraz-
zate ormeggiate nel Vallone di Muggia nella rada di Trieste la Wien, la Aspern
e la Budapest con l’obiettivo di prevenire un’azione di sbarco sul fianco destro
del nostro esercito che avrebbe potuto compromettere seriamente la linea di

