Page 196 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
P. 196

194                         Dalla Battaglia D’arresto alla Vittoria

                  rate le due esplosioni, le colonne d’acqua si confusero in una sola.
                     Al lancio, un proiettore sistemato sulla coffa della nave silurata si accese,
                  ma si spense subito dopo l’esplosione insieme agli altri lumi di bordo: alte
                  disperate grida di aiuto giunsero a noi, e ad esso fece eco il grido di Viva il Re!
                  dell’equipaggio dei due motoscafi.
                     «Nel frattempo si udirono le esplosioni dei due siluri lanciati dal M. A. S.
                  13, ma non posso precisare se essi abbiano, oppur no, esploso contro il ber-
                  saglio.
                     « Con il M. A. S. 9 diressi per l’uscita, mettendo in funzione i motori a
                  scoppio ; raggiunsi la diga grande e costeggiandola arrivai alla bocca di uscita,
                  dove sostai in attesa del M. A. S. 13: fatto insistentemente segno all’esplora-
                  zione del proiettore di S. Rocco e temendo di potere eventualmente essere
                  danneggiato dai ginnoti, [tipo di mina subacquea] che per informazioni avute
                  risulterebbero posti a difesa del passo, mi allontanai dalla bocca, dirigendo per
                  il punto A, facendo i segnali stabiliti.
                     «Non ricevendo risposta ed avendo sotto il fascio di un proiettore scorto il
                  M. A. S. 13 fuori dalle dighe, diressi al largo di Grado e quindi per la Pagoda
                  del Lido, in vicinanza della quale ancoravo alle ore 6 a due miglia per sud-est,
                  in attesa delle torpediniere e del M. A. S.13.
                     «Fino all’altezza di Grado scorsi la luce dei proiettori concentrata nelle
                  acque del Vallone di Muggia.
                     «Alle ore 7, avvistate le due torpediniere, fui preso a rimorchio dalla 9 P N,
                  ed entrammo a Venezia dopo che la stazione della diga a nord ci aveva comu-
                  nicato l’avvenuta entrata in porto del M. A. S. 13.
                     «Ritengo mio dovere porre in speciale rilievo l’opera generosa, calma ed
                  intelligente dei due equipaggi dei motoscafi, ed in speciale modo quella dei
                                                      a
                  loro comandanti, Capo Timoniere di 1  classe richiamato Ferrarini Andrea e
                  Secondo Nocchiere Battaglini Giuseppe, nonché quella del Capo Torpediniere
                  S. Volpi Giuseppe e del 2° Capo Torpediniere S. richiamato Martini Arturo, i
                  quali, all’infuori del disimpegno delle loro attribuzioni a bordo, mi furono di
                  prezioso ausilio nel taglio dei cavi di ostruzione.
                                                                              a
                     «Unisco a complemento un rapporto del Capo Timoniere di 1  classe Fer-
                  rarini Andrea, nonché un lucido dal quale risulta la rotta seguita dai motoscafi
                  che presero parte all’azione».




                                  Ufficio del Capo di Stato Maggiore della Marina (Ufficio storico),
                         Cronistoria documentata della guerra marittima italo-austriaca 1915 -1918.
                                             Fascicolo IX. Le gesta dei M.A.S. [s.l.], pp. 233 -236.
   191   192   193   194   195   196   197   198   199   200   201