Page 194 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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                  difesa sul Piave. Finalmente nella notte tra il 9 e il 10 dicembre la missione
                  prese il via. Due torpediniere la 9 P.N. e la 11 P.N.  - la sigla indicava che erano
                  state costruite nel cantiere Pattison di Napoli - partite da Venezia si diresse-
                  ro verso l’obiettivo rimorchiando due M.A.S. : il 9 condotto dal tenente di
                  Vascello Luigi Rizzo e il 13 comandato dal capo timoniere Andrea Ferrarini.
                  L’incursione nel cuore del dispositivo militare nemico, che impegnò i marinai
                  italiani in una lunga e pericolosa fase di preparazione, fu coronata dal pieno
                  successo: la corazzata Wien colpita dai siluri lanciati da Rizzo affondò in po-
                  chi minuti e i due M.A.S. con i loro coraggiosi equipaggi rientrarono indenni
                  a Venezia. Per questa azione Luigi Rizzo fu decorato con la medaglia d’oro e
                  Andrea Ferrarini con la medaglia d’argento.


                                                      ]


                                           RAPPORTO DEI MAS
                       fOgLiO 425 deL 10 diCembre 1917 deL COmandO sQuadrigLia mas

                     «Alle 17 10  del 9 Dicembre 1917 coi M. A. S. 9 e 13 a rimorchio rispetti-
                                m
                  vamente delle torpediniere 9 e 11 P N, ho lasciato Venezia diretto per il golfo
                  di Trieste per ivi eseguire il siluramento delle navi nemiche tipo «Monarch»
                  alla fonda nel Vallone di Muggia e precisamente fra Servola e S. Saba.
                     «Il rimorchio da Venezia a Trieste ha proceduto secondo le istruzioni im-
                  partite dal Comando della Flottiglia Torpediniere, con mare leggermente mos-
                  so da levante ed atmosfera molto fosca, che non permise la benché minima
                  percezione delle terre avvicinate. Alle ore 22,45, stimandoci giunti nel punto
                  B stabilito, furono mollati i rimorchi.
                     «Col M. A. S. 9, sul quale avevo preso imbarco, seguito a pochi metri di di-
                  stanza dal M. A. S. 13, che nelle condizioni di nebbia nelle quali navigavamo
                  perdevo di vista a soli 50 metri di distanza, proseguii nella ultima rotta seguita
                  a rimorchio e che mi avrebbe dovuto portare in prossimità della testata nord
                  della grande diga del Vallone di Muggia. Dopo circa 10 minuti ho avvistato
                  sulla sinistra una piccola massa scura, che ritenni dapprima per uno scafo, ma
                  che riconobbi poi per la costiera elevata di Punta Grossa, in prossimità di S.
                  Gerolamo.
                     «Con opportuna rotta scapolai Punta Grossa e Punta Sottile, dirigendo per
                  tramontana, raggiungendo alle ore 23,55 la testata nord della diga grande di
                  Muggia, presso la quale feci ormeggiare i due motoscafi, mentre io sbarcavo
                  sul molo per assicurarmi della vigilanza esistente su di esso.
                     «Non avendo incontrato nessuno, feci portare il M. A. S. 9 in prossimità
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