Page 197 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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La resistenza 195
Francesco Perego
Avanti marinai, evviva la marina
Gli austro - tedeschi lanciarono il 19 dicembre un nuovo violento attac-
co contro il caposaldo della linea difensiva retta dal Reggimento Marina in
prossimità della foce del Piave, a Cortellazzo, una testa di ponte di grande im-
portanza strategica perché, se superata, gran parte dello schieramento italiano
sarebbe stato aggirato e per le truppe nemiche si sarebbe aperta la strada per
Venezia.
L’incursione vide l’impiego combinato dell’aviazione, della corazzata Bu-
dapest, – gemella della Wien affondata da Rizzo il 10 dicembre – di altre unità
della marina e di reparti fanteria che riuscirono per breve tempo anche a occu-
pare alcune delle posizioni tenute dai marinai italiani. La relazione del capi-
tano Francesco Perego della 7ª compagnia del battaglione Caorle impegnata
nella difesa testimoniava la ferma reazione dei nostri difensori che vanificò
la pericolosa azione delle forze della duplice monarchia, costrette, dopo aspri
combattimenti, a ripiegare. Per l’azione di Cortellazzo furono decorati con
medaglia d’argento il comandante del battaglione Caorle Roberto Colombo,
il tenente Giuseppe Panelli – alla memoria – e con medaglia di bronzo il capi-
tano Orazio Floriani. Nei giorni successivi gli attacchi nemici sul fronte difeso
dai marinai diminuirono di intensità; il generale Petitti di Roreto, da cui dipen-
devano le unità della marina schierate sulla terra, ferma diramò questo ordine
del giorno diretto al XXIII Corpo d’Armata: «Se tutti i soldati italiani com-
batteranno come i marinai a Cortellazzo, ogni speranza di sfondare il Piave
Vecchio può dirsi perduta. Tale il giudizio che i prigionieri hanno espresso».
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Oggetto
Relazione sul fatto d’armi del 19 dicembre 1917
Mi pregio far conoscere a codesto Comando quanto abbia cooperato la 7ª
Compagnia del Battaglione “CAORLE” all’azione svoltasi sulla testa di ponte
di Cortellazzo il 19/12/1917:
“All’alba del giorno nominato verso le ore otto, due areoplani austriaci pri-
ma e quattro dopo, colorati di nero, e provenienti da Revedoli, volano a bassa
quota sulla trincea del Canale Gavetta e sopra le batterie postate sulle dune:

