Page 198 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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                  scaricano senza alcun effetto le bombe e ritornano invanamente inseguiti dal
                  fuoco delle batterie antiaeree, delle mitragliatrici e di fucileria.
                     Nel  contempo  s’inizia  un  violentissimo  bombardamento  nemico  sulle
                  dune, contro le case di Cortellazzo e sulle trincee del Gavetta ed a tratti le
                  mitragliatrici nemiche cercano col tiro indiretto di immobilizzare i movimenti,
                  battendo i punti di passaggio.
                     Prevedendo un attacco di fanteria sulla testa di ponte il Comandante il Bat-
                  tagl. (Capitano di Corvetta Colombo Cav. Roberto) mi ordina di portarmi di
                  rincalzo dietro le case di Cortellazzo: infatti quasi subito il Capitano Floriani
                  sig. Orazio, comandante la compagnia presidiante quel giorno la testa di pon-
                  te, richiede rinforzi.
                     Invio due plotoni, il primo al comando del Sottotenente di Vascello Sadum
                  Gualtiero ed il secondo del Tenente di Fanteria Panelli sig. Giuseppe, ed ac-
                  corro con gli altri due plotoni avendo sentore che il nemico prepara mediante
                  tiri di mitragliatrici e di bombe un attacco. Verso le ore 10 il nemico con
                  numerose squadre di arditi, armati di bombe e di pugnali, prende d’assalto la
                  nostra prima linea, costituita da quattro caposaldi e cioè: Casa Rossa, -Casa
                  Gerardo, - Casetta dì legno e piccolo posto sull’argine del Piave, mentre infu-
                  ria il bombardamento e il tiro indiretto delle mitragliatrici.  La prima irruzione
                  avversaria strappa di forza, data la prevalenza numerica, Casetta di legno e il
                  piccolo posto sull’argine e sta per entrare anche a Casa Gerardo, (già lasciato
                  dalle truppe, la maggior parta ferita e duramente provata e con le munizioni
                  scarse per la continua fucileria contro le squadre nemiche tranne che dal va-
                  loroso personale addetto ad una mitragliatrice,) quando arriva a buon punto il
                  2° plotone della 7ª Compagnia, che rioccupa la casa, ristabilisce le posizioni e
                  fronteggia accanitamente i rincalzi nemici.
                     A scacciare i nemici occupanti la casetta di legno e che si erano infiltrati
                  sino a giungere, attraverso il terreno coltivato a granoturco, ai reticolati di
                  Casa Stalla viene inviato il plotone del Tenente Panelli, il quale esce audace-
                  mente dalla Casa Bruciata ed in continua battaglia si porta sino quasi alla ca-
                  setta, quando un gruppo nemico, nascosto dalle canne di granoturco gli sbarra
                  la via e lo assale, disorientando completamente il plotone.
                     Il Tenente Panelli si slancia sul gruppo, uccide a bruciapelo due austriaci,
                  ma viene ferito a morte da pallottola nemica: cade e grida forte prima di mo-
                  rire: avanti marinai, evviva la marina.
                     I marinai che vedono cadere il loro capo, per loro fratello ed amico, al grido
                  di Savoia si buttano sul nemico, che dopo una furiosa lotta a corpo a corpo
                  è costretto a indietreggiare ed a lasciare le posizioni occupate. La Casetta di
                  legno viene immediatamente fortificata e da allora può far fronte ai ripetuti
                  attacchi nemici.
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