Page 203 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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La resistenza                              201


                      8 diCembre
                        Cara mamma,
                        che giornate ho passato! Credo che non le dimenticherò mai. Come
                        sarebbe possibile? Ora ho lasciato il plotone d’arditi, che aveva
                        esaurito il suo compito in maniera magnifica, e sono tornato alla
                        compagnia. Siamo sulla vetta di un monte; di giorno bisogna rima-
                        nere immobili, perché altrimenti le mitragliatrici nemiche vedrebbe-
                        ro, e di notte ci si può un po’ muovere.
                        Ieri dopo tre giorni che non mangiavo e non dormivo e non beve-
                        vo, ho potuto avere una mezza tazzina d’acqua (bruciavo dentro
                        per la sete), una scatoletta di carne e una mezza pagnotta. Stassera
                        quando farà buio manderanno di nuovo su qualche cosa; almeno
                        lo spero; ed io darò a quelli che porteranno il cibo da impostare
                        questa lettera. Poi mi sono riposato qualche ora. Che cosa terribile
                        è la sete! Avevamo tutti la bava alla bocca. Quel poco che abbiamo
                        bevuto ci ha un momento ristorati, ma ora abbiamo sete di nuovo.
                        Ma poco male! Quello che si fa è poco ancora in confronto di ciò
                        che si potrebbe fare, e per il proprio Paese si soffre volentieri.
                        Hai ricevuto la mia lettera del 6? Devi compatire questa e quella. Vi
                        sono momenti in cui non si pensa più, non si hanno che sensazioni;
                        e come si fa a comunicare per lettera delle sensazioni?
                        Pare che i Tedeschi attaccheranno stanotte. Viva l’Italia! Vi bacio
                        tutti.
                        Roberto




                      10 diCembre 1917
                        Mio caro papà mio,
                        ho ricevuto stamane la tua cartolina del 6 corr. m. Non ho, per veri-
                        tà, ricevuto nulla di quanto mi avete spedito con mezzo gentile, ma
                        spero che mi perverrà. Vi sono delle calze? Calze grosse, calze di
                        lana, ecco quanto sopratutto mi occorre, perché non ne ho che due
                        paia addosso già da quindici giorni, cioè da quando sono andato
                        per la prima volta al fronte; da allora non mi sono più levato le
                        scarpe. Ho poi indosso uno dei costumi di lana e una camicia pure
                        di lana. Perso tutto il resto.
                        Quanto a denaro sarebbe bene che tu completassi il mese che de-
                        corre; per il momento esso serve a poco, ma forse assai presto si
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