Page 207 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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La resistenza 205
potrebbe lavorarci di giorno.
Da due giorni è ricomparso il sole, un sole inverosimile per questa
stagione; scioglie la neve e rimane sotto un fitto strato di ghiaccio;
si scivola terribilmente camminando e il male è che guai per chi
cade malamente; rischia di finire in fondo alla valle a ottocento me-
tri al disotto. Un brutto scherzo, vero? A me poi sono toccate delle
maledette scarpe che sono assolutamente senza chiodi, come se do-
vessero servirmi per andare dal Corso Venezia al Biffi e viceversa.
Questa sera è l’ultima dell’anno; io la passerò lavorando sotto alla
“imminente luna”, lontano da voi che amo, ma vicino col cuore
come non mai. Che Dio vi benedica tutti per l’anno nuovo e con voi
benedica l’Italia, e inspiri gli animi di tutti gli Italiani, affinché si ri-
cordino di essere, prima di tutto, e innanzi tutto, tali. Io vi abbraccio
e vi bacio tanto a lungo e vi voglio sempre più bene.
Roberto
27 gennaiO 1918
Caro papà mio,
sono in viaggio ancora e ti scrivo da una cittadina del Veneto so-
prattutto perché tu non stia inquieto per me. Ho viaggiato la notte
in carro bestiame, ma seduto. Mi è stato tanto dolce lo stare un poco
con voi; davvero, ne ho il cuore pieno di dolcezza. Ti bacio con in-
finito affetto.
Roberto
Roberto Sarfatti, Le sue lettere e testimonianze di lui.
Milano, Istituto Editoriale Italiano, [s.d.], pp. 39 -48; 55; 59.

