Page 212 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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                       l’incarico di sgombrare tutto quanto potevo, mi ha detto che le popo-
                       lazioni sono rispettate; ha avuto parole terribili per noi. Avrei voluto
                       morire in quel momento. Sto bene, perché voglio star bene.
                       Guardatemi bene negli occhi, vedete in me tutta e sola la volontà di
                       vincere. Voialtri tutti offrite tutto il vostro dolore, mi dice la Mamma.
                       Grazie, grazie. Siate forti. Prendetevi anche voialtri (tutti gli italia-
                       ni se la devono prendere) la responsabilità di quello che è successo:
                       e reagite, e imponetevi di essere migliori ancora.
                       Pensate che la vita di un uomo, il sacrificio piccolo che uno può fare
                       di sé è a beneficio dell’infinità delle piccole care anime dei nostri
                       bimbi che non sanno per ora, ma potrebbero poi dare di noi un giu-
                       dizio terribile.
                       Date tutto, tutto quello che potete, anche voi.
                       Pensate alle campagne desolate nell’abbandono forzato, alle tombe
                       di tanti soldati morti lassù, lasciate incustodite e prive della nostra
                       pietà, alle centinaia di bimbi morti di fame e di freddo lungo le
                       strade della fuga, sperduti, senza più genitori, al dolore muto di
                       tante famiglie, e sentite nel vostro cuore quell’odio, quella volontà
                       di vendetta che è l’unica arma da usarsi, arma santa perché l’amore
                       ce l’ha data fra le mani.
                       Scriverò fin che potrò. Vi bacio. Il nostro Pinotto ci guidi nell’opera
                       di ricostruzione.

                     pinOttO aLLa famigLia
                     Z. d. g., 21 nOvembre 1917
                       …come vedete dall’indirizzo ho cambiato Battaglione: comando ora
                          a
                       la 6  Compagnia alpina, costituita però in gran parte con elementi
                              a
                       della 69 . Nell’affidarmi il nuovo comando si è riconosciuto quanto
                       avevo fatto per i miei soldati ai quali sono ora attaccato come non
                       credevo, e che mi ricambiano di non minore affetto. Di più non pos-
                       so dirvi. Mi trovo per il momento in un bel paesetto da cui si sente
                       solo a distanza il rombo del cannone. Né ritorneremo tanto presto
                       in linea. Il lavoro di riorganizzazione del reparto, oltre ad essere
                       pesante e grave, non è breve. Ma, pur nella mia tristezza grande,
                       sono sempre animato dalla fiducia più grande nei destini della Pa-
                       tria che dovranno trionfare su tutto e su tutti. I suoi soldati ne sono
                       degni. Non insozziamoli tutti con la taccia di vili: quegli stessi che
                       si sono macchiati di ignominia nei giorni scorsi hanno pur saputo
                       coprirsi di gloria nei mesi precedenti, sanno pure compiere miracoli
                       in questi giorni. Perché quella parentesi orribile? È proprio loro e
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