Page 216 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
P. 216
214 Dalla Battaglia D’arresto alla Vittoria
L’Asso della nostra aviazione, uno degli eroi più popolari della Grande
Guerra, perse la vita il 19 giugno 1918 durante la Battaglia del solstizio in
una pericolosa operazione a bassa quota contro le linee nemiche sul Montello,
colpito, secondo la versione ufficiale, da una pallottola esplosa da terra dalle
linee del 31˚fanteria ungherese.
]
4 nOvembre 1917.
Immagino avrete passato giorni tristi per le notizie disastrose della
nostra guerra e perché privi di mie nuove, ma chi poteva più scrive-
re nel trambusto dei passati giorni.
Difficilmente potrei descriverti la nostra ritirata e i mille fatti avve-
nuti, quando verrò a rivedervi, saprete quanto è successo nei giorni
passati. Ora ricostruisco la squadriglia al campo di Padova e ri-
marrò in attesa degli eventi: continuiamo di qua il servizio di cro-
ciera al Tagliamento, ma l’attività aerea nemica su questo fronte è
molto diminuita.
Ho passato giorni di vera guerra, combattimenti, apparecchi abbat-
tuti, partenze improvvise... Già si era a conoscenza che erano giunte
sulla fronte squadriglie tedesche in gran numero e ce ne accorge-
vamo perché in pochi giorni si ebbero in aviazione molte perdite.
Abbiamo subito organizzato la resistenza per far fronte e nei giorni
prima della ritirata la nostra aviazione ha scritto pagine brillantis-
sime; dal 20 al 26 la mia sola squadriglia abbattè 14 apparecchi
tedeschi e austriaci, la maggior parte nelle nostre linee.
Il 21 ero partito solo verso Monte Nero, fui attaccato alle 13,30 da 5
caccia nemici, mi difesi per qualche istante, poi mi gettai a picco e
in vite per sfuggire all’attacco e ne fui salvo; alle 14,15 vidi due ap-
parecchi veloci sulla Bainsizza, li attaccai piombando sopra uno di
essi (avevo un nuovo «Spad» a due mitragliatrici): il tedesco «Avia-
tik» di ultimo tipo andò giù rovesciandosi e cadde verso Ravne nel-
le nostre linee. Virando per vederlo cadere mi trovai attaccato dal
secondo, dopo due minuti anche il secondo tedesco uguale al primo
era colpito, si rovesciò con le ruote in alto e precipitò davanti ai
reticolati della nostra prima linea a Podlacca; giungendo a terra
si incendiò e i due aviatori rimasero uccisi. I due altri aviatori del
primo apparecchio, due sottotenenti tedeschi, erano pure morti, il
pilota con 11 ferite di mitragliatrice; ho potuto avere il timone di
quell’apparecchio, (color verde scuro); la fotografia è andata per-

