Page 217 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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La resistenza                              215


                        duta nella ritirata e rimasta di là del Tagliamento; fu una vittoria
                        superba ed un trionfo per me.
                        Seguirono tre giorni di cattivo tempo; il 25 grande attività, ebbi 5
                        scontri coi tedeschi, alle 11 abbattei un «Albatros» austriaco sul
                        Monte San Marco (Gorizia) col tenente colonnello Piccio, la sera
                        ebbi il mio «Spad» colpito e coi longheroni fracassati da mitraglia-
                        trice nemica in scontro aereo. Due miei piloti caddero in scontro ae-
                        reo: Sabelli, precipitato in fiamme ed il tenente Ferreri abbattuto da
                        caccia nemici su Tolmino; durante uno scontro di una mia pattuglia
                        con caccia nemici, Ruffo abbatté due nemici in fiamme, Piccio un
                        altro in fiamme presso Cividale. Sei apparecchi in complesso nella
                        giornata del 25.
                        Il 26 altra giornata di trionfi: partii in pattuglia col tenente Parvis
                        che mi proteggeva alle spalle. Alle 11,15 attaccai un «Aviatik» tede-
                        sco a nord di Cividale e dopo difficile combattimento il nemico finì
                        giù in fiamme a S. Lucia di Tolmino; a mezzogiorno altro scontro a
                        nord di Cividale: il tedesco manovrava con grande maestria e face-
                        va fuoco molto ben mirato. Sentii due volte il mio «Spad» colpito,
                        mi trovai più volte a mal partito, poi nell’ultimo attacco a 3000
                        metri vidi una fiamma svilupparsi a bordo e il tedesco cominciò a
                        scendere ardendo e dopo qualche secondo l’« Aviatik » precipitava
                        avvolto da una fiamma rossa impressionante e toccava terra al di
                        qua delle nostre linee, presso Matajur, ancora nostro il 26. Questa
                                  a
                        è la mia 24  vittoria.
                        Pochi minuti dopo il mio motore cessava di funzionare completa-
                        mente e dovevo prender terra in un prato presso Cividale. Avevo un
                        montante dello «Spad» spezzato, il serbatoio della benzina forato
                        da parte a parte, fortunatamente non da una palla incendiaria, il
                        motore colpito da una palla e guastato, l’elica colpita, le ali colpi-
                        te. L’apparecchio rimase là e volsi a piedi a Cividale dove dovetti
                        assistere alla disastrosa ritirata delle nostre truppe. Aeroplani te-
                        deschi ogni mezz’ora volavano sulla città; alle 13 vidi uno scontro
                        aereo fra uno «Spad» della mia squadriglia ed un tedesco, il tedesco
                        precipitò abbattuto vicino a Cividale; seppi poi che era Costantini
                                                         a
                        della mia squadriglia il vincitore (2  vittoria).
                        Dopo di allora brutti giorni per l’Italia: colonne di truppe e di carri
                        e di borghesi in ritirata, spettacolo straziante dopo tutti i nostri suc-
                        cessi; nel pomeriggio del 27 giunse l’ordine di abbandonare subito
                        il nostro campo: lavoro enorme dopo tre anni che là eravamo fissi.
                        Non si dormì tutta la notte. il cannone tuonava vicino, imperver-
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