Page 221 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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La resistenza                              219


                        HP, è mio, quello nuovo; l’altro bruciato è del colonnello Piccio.
                        Vi è poca attività da qualche giorno, parto spesso guidando forti
                        pattuglie di 4 e 5 piloti e percorriamo le linee: guai a chi ci capita in
                        mezzo! C’è d’altra parte la pattuglia del capitano Brumowscky che
                        ha abbattuto 22 nostri aeroplani, vola su un «Albatros» da caccia a
                        due mitragliatrici, tutto rosso; ma non c’incontriamo mai.



                      26 nOvembre 1917
                        Vengo a darti mie nuove e ad annunziarti un nuovo apparecchio
                                             a
                        abbattuto: è la mia 29  vittoria. Il giorno 23 è stato un trionfo per
                        la mia squadriglia, abbiamo avuto 8 scontri aerei e tre apparecchi
                        abbattuti. Il 21 Ranza ha abbattuto il suo 9° nelle nostre linee a
                        Bassano, un «Aviatik» germanico, morti i due ufficiali che lo mon-
                        tavano, il 23 nel mattino il capitano Costantini della mia squadri-
                        glia, col sergente Magistrini abbattevano a Cornuda un «Aviatik»
                        germanico nelle nostre linee, morti anche i due aviatori, è la terza
                                                 a
                        vittoria di Costantini e la 4  di Magistrini venuto da poco nella mia
                        squadriglia. Il colonnello Piccio, dopo uno scontro, era costretto a
                        scendere con l’apparecchio crivellato di proiettili; alle 3 del pome-
                        riggio attaccai col tenente Novelli della mia squadriglia un caccia
                        tedesco che volava sulle nostre linee, la lotta fu emozionantissima
                        da 3500 metri finì a 500 metri da terra fra un alternarsi di colpi di
                        mitragliatrice e di acrobatismi per sfuggire ai colpi, finalmente il
                        nemico planò dentro il Piave vicino alla nostra riva, su una secca
                        e l’apparecchio si rovesciò là sopra. Lo seguii fino a 100 metri, poi
                        risalii perché sentivo le mitragliatrici dalla riva opposta; il pilota
                        tedesco che portava al collo una sciarpa di seta nera, forse ferito
                        incendiò l’apparecchio e mi riferirono poi che riuscì a fuggire ed a
                        nascondersi. L’apparecchio era un «Albatros D III» da caccia a due
                        mitragliatrici, il migliore apparecchio da caccia germanico. Fu la
                              a
                        mia 29  e la 3  di Novelli.
                                     a
                        Alle 3,15 avvenne un altro scontro di un’altra pattuglia de’ miei
                        piloti. Parvis e Keller, abbatterono un «Aviatik» che cadde sull’al-
                        tra riva del Piave e furono poi attaccati da quattro caccia nemici e
                                                                                      a
                        ritornarono essi pure con gli apparecchi crivellati di colpi e fu la 8
                        vittoria di Parvis e la 1  di Keller.
                                              a
                        Ora arriveranno francesi ed inglesi in rinforzo, ma preferivamo ri-
                        maner soli...
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