Page 226 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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224 Dalla Battaglia D’arresto alla Vittoria
Luigi Regazzola
Vender bene l’ultima ora; ciascuno aveva fatta
la morte in sé prima che il corpo cadesse
Protagonisti della testimonianza di Luigi Regazzola sono gli uomini del
battaglione Monte Berico del 10° Reggimento Alpini, un’unità che aveva dato
prova del suo valore e del suo spirito combattivo nella conquista e nel control-
lo del Dente del Pasubio nel 1916.
Dopo Caporetto il battaglione fu inviato sulle pendici del Monte Bade-
necche sull’Altopiano di Asiago. Qui gli alpini combatterono una disperata
battaglia dal 4 al 5 dicembre in difesa della linea delle Melette per arrestare
l’avanzata delle truppe nemiche e impedire agli austriaci di schierare le loro
artiglierie in posizione tale da poter tenere sotto scacco le nostre truppe schie-
rate sul Monte Grappa. Luigi Regazzola, ufficiale del battaglione Monte Beri-
co già decorato con una medaglia al valore per la difesa sul Pasubio, prese par-
te a quel combattimento e fu tra i pochi a sfuggire alla cattura e a salvarsi. Le
sue memorie, scritte alcuni anni dopo, erano dettato dalla volontà di tener vivo
il ricordo di quelle epiche giornate di resistenza spesso sottovalutate se non
addirittura dimenticate. Ricostruiva quei fatti, faceva rivivere quegli uomini,
illuminava quei momenti drammatici con un linguaggio piano, privo di qua-
lunque accento retorico e celebrativo. Ne esce una narrazione coinvolgente
dove l’esperienza vissuta trovava alla fine una sua agghiacciante dimensione
nella fredda realtà dei numeri. Il battaglione Monte Berico, rinforzato da una
compagnia di giovani reclute del 1899, all’inizio dell’azione era composto da
300 uomini e 17 ufficiali; dopo i combattimenti di quelle tremende giornate,
quando raggiunse nuovamente il comando del 10° Reggimento alpino in Val
Brenta, contava 37 uomini ufficiali compresi.
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A S.E. Ricci Armani comandante delle truppe dell’Altipiano, era stato an-
nunciato l’arrivo di un gruppo alpino di quattro battaglioni.
Giunta l’autocolonna che trasportava i resti del 10° gruppo alle porte di
Bassano, il capitano Reina fu invitato a recarsi da S.E. Ricci, al quale fece pre-
senti i precedenti e le condizioni di quegli ottocento uomini. S.E. sulle prime
rimase male, ma comprese la bellezza del gesto compiuto dal 10° gruppo che

