Page 227 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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chiedeva di essere rimandato a combattere, pur nelle condizioni in cui si tro-
vava. Dispose che sostasse un giorno a Bassano per iniziare la ricostituzione
organica dei battaglioni. Fece distribuire qualche oggetto di corredo, viveri di
riserva, munizioni; richiese d’urgenza complementi.
Il giorno seguente, 17 novembre, il gruppo proseguì per il Canal di Brenta
a
destinato a lavori di sbarramento su linea arretrata, alle dipendenze della 52
Divisione. Il Monte Berico fu inviato a presidiare le trincee di Pralungo, tra
Longa e Col d’Astiago, dove giunse il giorno 18.
Il 19 i resti delle compagnie mitragliatrici del gruppo — due mitragliatrici
Fiat con pochi uomini agli ordini del tenente Fontana — furono destinati al
battaglione e fusi in reparto con le armi Maxim che questo aveva portato in
salvo dall’Isonzo, comandate dal tenente Ba. In questo stesso giorno giunse un
nucleo di 220 complementi con 5 ufficiali, componenti una compagnia orga-
nica di reclute della classe 1899, costituita su quattro plotoni e proveniente dal
Forte San Marco in Val Lagarina, dove era stata istruita e addestrata da quegli
stessi ufficiali che la inquadravano. Era comandata dal tenente Cacciatori. Il
capitano Reina decise di lasciare la compagnia integra nella sua formazio-
ne organica, anziché smistare gli uomini nelle tre compagnie del battaglione.
L’esperimento doveva dare buona prova soprattutto nei giorni 4 e 5 dicembre.
Il battaglione mantenne la sua dislocazione fino al giorno 22 quando, alle
ore 13, ebbe ordine di portarsi per via ordinaria e nel più breve tempo possibile
a Foza a disposizione della 29 Divisione.
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Le truppe dell’Altipiano per mantenere il collegamento colla 4 Armata
ritirata sul Grappa, avevano abbandonato, il 9 novembre, le posizioni fino ad
allora occupate e sulle quali era stato sparso tanto sangue, per guernire, nel
settore che ci interessa, una linea arretrata che dal fondo della Valle di Cam-
pomulo, per Monte Melette, Monte Fior, Monte Castelgomberto, Monte Ton-
darecar, Monte Badenecche, scendeva in Val Gàdena e di là sullo sbarramento
di fondo Val Brenta. Il nemico, seguendo a breve distanza il ripiegamento,
aveva serrato sotto, e dal 14 novembre ai primi di dicembre aveva ripetuto
violenti attacchi alla nostra nuova linea, sempre respinto dalle truppe che la
presidiavano.
Ai primi di dicembre, quando evidentemente era ultimato lo spostamento
in avanti di tutte le artiglierie di medio e grosso calibro, prigionieri informaro-
no che gli austriaci stavano preparando un grande attacco dalle Melette al Ba-
denecche e che il bombardamento sarebbe cominciato la notte sul 4 dicembre.
Salì dunque il battaglione Monte Berico nel pomeriggio del 22 novem-
bre per la strada di Col Piangrande in Val Vecchia. La forza del battaglione
era di 17 ufficiali e 300 fucili. Di questi, 220 appartenevano alla compagnia
complementare del tenente Cacciatori; 80 rappresentavano le tre compagnie

