Page 213 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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La resistenza 211
soltanto loro la colpa? Quanta ribellione a questo pensiero!
Fisicamente io mi sono già rifatto in questi pochi giorni di relativo
riposo. Credo mi fossero ritornati quei certi occhi che dicono più e
meglio di tante parole tutte le sofferenze patite.
Quando potrò riprendermi la rivincita e correre io alle calcagna di
quella razza maledetta? Allora sì, potesse essermi al fianco il mio
Eugenio, il mio caro Eugenio!
pinOttO ed eugeniO aLLa famigLia
Z. d. g., 23 nOvembre 1917
Pinotto ed Eugenio finalmente riuniti, salvi, baciano felici tutti i
loro cari.
pinOttO a giOttO maraghini.
Z. d. g., 30 nOvembre 1917
Grazie della tua lettera, che mi è stata tanto più cara, perché ho
visto che sei riuscito a capire quello che è stato ed è uno dei più alti
motivi di orgoglio per me: l’essere riuscito a risparmiarmi l’umilia-
zione di una prigionia che con certa gente mi avrebbe mortalmente
avvilito senza rimedio.
Ma con me ho salvato anche, in condizioni critiche, senza più per-
derne nessuno dopo il 6 novembre, un buon nucleo della mia Com-
pagnia e alcuni dispersi delle altre Compagnie del Battaglione, por-
tandoli in piano perfettamente armati ed equipaggiati come quando
eravamo partiti.
E ho avuto la soddisfazione di vedere considerato il mio Battaglione
come Battaglione decimato ma non sbandato — di non essere man-
dato in un campo di concentramento —, di essere anzi incaricato di
rinforzare e rimettere in ordine il nucleo da me salvato e formare
a
cosi la 6 Compagnia del Battaglione Tolmezzo.
Nel Gruppo si era vari capitani in soprannumero e io sono stato
mantenuto.
Fra pochi giorni ritornerò su: mi aggrapperò forte alle posizioni a
cui sono destinato [Il massiccio del Grappa] e che tanto sangue ge-
neroso ha già consacrato in questi giorni e spero che la mia Compa-
gnia saprà rendersi degna del passato di gloria dei due Battaglioni
che rappresenta, e saprà e vorrà vendicare tanti sacrifici, tanti do-
lori, tante morti!
E permettimi che ti faccia le mie congratulazioni per l’impresa ma-

