Page 208 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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                                      Giuseppe e Eugenio Garrone

                    In questi giorni bisogna diventare parte di una

                  grande anima sola, di una grande volontà unica:

                                          morire o vincere



                     L’epistolario di Giuseppe - per tutti Pinotto, il maggiore dei due fratelli - e
                  Eugenio Garrone è considerato il documento simbolo più elevato dello spirito
                  patriottico che animò molti giovani combattenti della Grande Guerra, legati
                  dal richiamo al senso del dovere, dal sogno comune di una giustizia tra i po-
                  poli che si coniugava con la profonda ostilità verso l’Austria e il militarismo
                  germanico, patrimonio ideale di quella importante galassia erede del movi-
                  mento mazziniano – garibaldino. I due fratelli, soci del SUCAI, la sezione
                  universitaria del Club Alpino Italiano, entrambi riformati alla prima visita di
                  leva, riconosciuti in seguito idonei, furono arruolati nel corpo degli alpini e
                  nell’autunno del 1917 si ritrovarono nello stesso reparto. Furono separati dalla
                  rotta di Caporetto: Eugenio era in missione a Torino, mentre Pinotto con la sua
                  compagnia, che faceva parte del battaglione Gemona, cominciò dal 26 ottobre
                  la drammatica ritirata dalla Carnia al Piave. Nelle lettere che Pinotto e Eugenio
                  inviarono ai genitori, agli amici, alla sorella, il forte legame affettivo tra loro
                  si fonde con l’ansia e l’angoscia di quelle drammatiche circostanze. Pinotto
                  scriveva alla famiglia il 31 ottobre: sono contento che Eugenio non divida con
                  me questi momenti angosciosi. L’avvenire è buio: non so se potrò ancora rive-
                  dervi. E Eugenio ancora lontano dal caro fratello: un giorno, quando Pinotto ed
                  io saremo riuniti… chi sa che vi possa raccontare quello che è successo, quello
                  che è stato. Pochi giorni, vita di anni: cose grandiose, cose orribili!
                     I due alpini, finalmente insieme, combatterono sul Col della Berretta, Mon-
                  te Grappa, la loro ultima battaglia il 14 dicembre 1917: Pinotto fu dilaniato da
                  un colpo di artiglieria, Eugenio, gravemente ferito ai polmoni, morì prigionie-
                  ro all’ospedale di Salisburgo il 7 dicembre 1918. Entrambi furono decorati di
                  medaglia d’oro al valor militare.
                                                       ]


                     pinOttO aLLa famigLia.
                     Z. d. g., 31 OttObre 1917
                       Da vari giorni vivo una vita agitatissima. Capirete il perché. Il vo-
                       stro pensiero mi segue incessantemente nell’aspra via del dovere
                       che mi sono prefissa. Soffro e pure non mi pento di nessuna, nem-
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