Page 209 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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La resistenza                              207


                        meno dell’ultima, delle decisioni che ho preso. Sono contento che
                        Eugenio non divida con me questi momenti angosciosi.
                        L’avvenire è buio: non so se potrò ancora rivedervi. Vi spedisco
                        questa letterina a mezzo di una mamma che se ne è incaricata al
                        pensiero e al ricordo del suo figlio soldato. Vi dica che fino all’ul-
                        timo il vostro viso, il vostro sorriso, i vostri baci sono stati con me,
                        insieme colla fedeltà al dovere più duro, più rigoroso, più faticoso.
                        Spero che il mio pensiero potrà esservi motivo di fierezza se non di
                        gioia.
                        Perdonatemi e abbiatevi l’abbraccio più forte e pieno di affetto di
                        cui sia capace il vostro Pinotto.


                      pinOttO a vittOre panini.
                      Z. d. g., 31 OttObre 1917
                        Vivo tra le vite di guerra più dure e faticose e dolorose. Sono giorna-
                        te tragiche che mi ricordano, per tante circostanze, in modo strano
                        quelle del giugno ‘915. Sento che è quasi impossibile che io soprav-
                        viva. Ma non mi pento per nessuna delle decisioni prese; son con-
                        tento di aver vissuto, così, anche questi ultimi giorni che mi hanno
                        confermato nella convinzione che la vita è un gioco in cui non val la
                        pena di far la parte di attori. E come spettatori come si può riderne,
                        amaramente se si vuole, ma riderne, riderne!
                        Se dovrò crepare - cosa probabilissima - procurerò che sia la mia
                        una morte degna. Conserva il ricordo della mia amicizia e dell’af-
                        fetto vivissimo che io ho sentito e sento tuttora per te: l’unico mio
                        carissimo amico.
                        P.S. - Se venissero a mancarti mie notizie in modo da poter realmen-
                        te sospettare della mia fine, ti sarò grato se scrivessi qualche riga ai
                        miei. Conoscendomi tu molto bene, sento che sapresti trovare parole
                        per procurar loro qualche conforto. Tanto a me la vita non si pre-
                        sentava gran che ricca di soddisfazione: e mi pare che per i genitori
                        la vita dei figli non abbia valore quando si presenti piena di troppe
                        spine! Ancora grazie e un abbraccio.


                      eugeniO aLLa madre.
                      Z. d. g., 1° nOvembre 1917
                        Sono sempre vivo. Sto bene. Manco di notizie di Pinotto, per rag-
                        giungere il quale sto vagando da giorni senza risultato. So però che
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