Page 237 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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                                               Ina Battistella

                        Salutammo i cavalleggeri del Savoia e, con

                        l’animo pieno di gioconda festività udimmo

                      infine dalle loro labbra le novelle della Patria



             I             na Battistella è un personaggio oggi poco noto se non del tutto sco-



                           nosciuto, ma che divenne un’icona della resistenza friulana durante
                         l’occupazione austro – tedesca della regione, tanto da essere immor-
                    talata da Achille Beltrame che la ritrasse sulla copertina della Domenica del
                    Corriere del 22 dicembre 1918 con la sua uniforme di crocerossina mentre,
                    imbracciato il fucile 91, apriva il fuoco contro un gruppo di austriaci.  La gio-
                    vane nacque a Udine in una famiglia di saldi sentimenti patriottici e allo scop-
                    pio del conflitto, convinta interventista, frequentati i corsi della Croce Rossa
                    Italiana, iniziò nel luglio la sua opera di assistenza ai feriti nell’ospedale n.
                    11 di Cormons dove rimase fino al gennaio 1917, meritando una medaglia
                    di bronzo al valor militare. Rientrata a Udine per motivi di salute, assistette
                    all’occupazione della città da parte degli eserciti nemici dopo la drammatica
                    rotta dell’Esercito Italiano a Caporetto. Riprese comunque coraggiosamente il
                    suo ruolo di infermiera nell’ospedale dei contagiosi “Dante Alighieri” dove si
                    prodigò fino alla liberazione del Friuli nell’assistenza ai militari italiani e au-
                    striaci feriti e ai civili malati. Della sua drammatica esperienza di crocerossina
                    nel nosocomio controllato dagli austro - ungarici consegnò una lunga relazio-
                    ne alla duchessa Elena d’Aosta, ispettrice generale delle infermiere volontarie
                    della Croce Rossa, che fu pubblicato nel 1925 con il titolo Servendo sotto il
                    nemico. Il suo racconto si sviluppa lungo una duplice cifra narrativa: in un
                    primo momento la pietas verso i militari italiani feriti che vengono via via av-
                    viati dagli austriaci ai campi di prigionia anche se in drammatiche condizioni
                    di salute, poi la quotidiana, ininterrotta sfida con i medici dell’esercito occu-
                    pante per garantire anche agli uomini, alle donne e ai bambini della campagna
                    friulana un’assistenza sanitaria accettabile. Non dimenticando mai la propria
                    patria cercava sempre di cogliere dal comportamento dei militari nemici indi-
                    cazioni sull’evolversi della guerra: quando ci fu l’offensiva di giugno [la Bat-
                    taglia del solstizio] assistemmo con ansia indicibile al primo breve scoppio di
                    gioia sfrenata dei nemici. Il momento peggiore per Ina Battistella fu nei primi
                    giorni di ottobre quando i governi austro - tedeschi tentarono inutilmente di
                    intavolare trattative segrete con le potenze dell’Intesa e rivolsero un appello
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