Page 100 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
P. 100

PARTE PRIMA - L’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE

                             vello espositivo,  in sei gruppi tematici, l’ultimo dei quali dedicato alla “storia della
                             telegrafia ottica, del materiale da ponte e dei lagunari, del materiale ferroviario e

                             dell’aeronautica”. Per le celebrazioni del cinquantenario dell’unità d’Italia del 1911
                             vennero previste due grandi esposizioni: una a Torino, dedicata alla tecnica e al
                             progresso, l’altra a Roma, destinata alle arti e alla cultura. Quest’ultima accoglieva
                             anche alcune mostre retrospettive a Castel Sant’Angelo, incentrate specialmente
                             sulla topografia romana, sulla numismatica, sull’epigrafia, sull’arte medievale, sulle

                             stoffe, sugli strumenti e sulle fotografie. Fu, quindi, necessario spostare il Museo
                             dell’ingegneria militare italiana nelle casermette di Urbano VIII, costruite all’in-
                             terno del pentagono di Pio IV attorno a Castel Sant’Angelo; passaggio che segnò

                             anche la mutazione della denominazione dell’ente in quella di Museo storico del
                             Genio militare, riconosciuto formalmente con regio decreto del 5 febbraio 1911,
                             inaugurato ufficialmente il 13 febbraio dello stesso anno e avente come intento
                             quello di custodire “la collezione” dei documenti e dei cimeli che concorrevano a
                             illustrare le origini e la storia dell’Arma stessa, compresi, quindi, quelli sull’Avia-

                             zione militare.
                             Per il secondo caso, quello inerente ai progetti di erezione di un museo aeronautico
                             autonomo, alludiamo, in special modo, all’iniziativa del comandante del Batta-

                             glione aviatori, il maggiore del Genio Giulio Douhet, che, stimolato dal successo
                             avuto dalla mostra dei cimeli aeronautici allestita nell’ambito della terza esposi-
                                                                      91
                             zione internazionale di locomozione aerea , diramò la circ. 26 mag. 1913, n. 119,
                             avente come obiettivo quello di creare, presso la sede dello stesso Battaglione






                             di Castel Sant’Angelo che portarono anche al recupero di alcuni affreschi degli allievi di Raffaello.
                             Nel frattempo, però, il Municipio di Torino aveva riattato il Maschio della cittadella e sistemato in
                             esso quel materiale che si era pensato di raccogliere presso Castel Sant’Angelo. Svanita la possibilità
                             di attuazione del progettato museo delle armi, fu stabilito di creare il Museo dell’ingegneria militare
                             italiana dandogli sede nel Mole Adriana dove, a partire dal 1902, iniziò a confluire, da ogni parte
                             d’Italia, materiale vario del Genio, compreso quello sull’Aviazione militare, nonché modelli, pla-
                             stici, disegni, stampe e rappresentazioni grafiche di fortificazioni e di opere militari: su tale patri-
                             monio si costituì, nel 1906, il Museo dell’ingegneria militare italiana.
                             91  Tenutasi a Torino dal 17 al 24 maggio 1913, presso Palazzo del giornale (Parco del Valentino),
                             organizzata dalla Società Aviazione di Torino con il concorso del Battaglione aviatori.



                                                                    40
   95   96   97   98   99   100   101   102   103   104   105