Page 103 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
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1. DALL’ISTITUZIONE ALL’8 SETTEMBRE 1943
zione dei fondi destinati al Museo, assegnati annualmente sul bilancio del Ministero
della guerra, il Consiglio direttivo doveva nominare, nel suo seno, il Consiglio
d’amministrazione, composto da un ufficiale superiore, con l’incarico di presidente
e di relatore, da un ufficiale inferiore, come membro, e dal ragioniere geometra del
Genio militare, con la funzione di membro e di segretario.
Il personale operaio occorrente per i servizi di vigilanza, di pulizia e custodia del
Museo doveva essere fornito dallo Stabilimento di costruzioni aeronautiche, mentre
il personale militare doveva essere messo a disposizione dal Comando della Divi-
sione militare territoriale di Roma che lo avrebbe scelto tra i militari del Corpo ae-
ronautico.
I compiti affidati alla Direzione del Museo erano quelli di raccogliere ed esporre i
“vari elementi” della storia e della tecnica del Corpo, nello specifico i trofei di
guerra, i medaglieri, i busti, i quadri, le fotografie, i documenti e gli autografi, i
modelli e i disegni di aeronavi e quant’altro si riferisse alle “onorande” vicende
tecniche e storiche del Corpo e dei singoli individui. Da ultimo, per la gestione di
tutto il materiale in dotazione al Museo dovevano essere osservate, di massima, le
norme vigenti in materia di servizio e contabilità delle biblioteche militari di pre-
sidio.
La mancanza di spazi adeguati, la stessa Prima guerra mondiale e un primo dopo-
guerra in cui l’Aviazione militare visse momenti di faticoso assestamento, contri-
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buirono al disinteresse nei confronti del Museo che rimase solo sulla carta ;
fallimentari furono anche i tentativi di realizzazione stimolati, dopo la creazione
del Ministero dell’aeronautica nel 1925, dallo stesso Mussolini che spinse anche,
95 A partire dal 1919-1920, presso il Campo d’aviazione di Montecelio, il ten. col. Giulio Costanzi
aveva iniziato a formare un’ampia raccolta di materiali di preda bellica o ceduti, in conto riparazioni,
dalla Germania e dall’Austria. Si trattava di numerosi aeroplani italiani, tedeschi e francesi, sia
della Grande guerra che degli anni successivi, di una cospicua quantità di eliche di aeroplani e di-
rigibili, di una delle navicelle motrici, completa di motori e di elica, del dirigibile rigido progettato
da Gaetano Arturo Crocco, denominato dirigibile G, poi non costruito a causa dello scoppio della
Grande guerra. In seguito, come ricorda lo stesso Costanzi, tutto questo materiale andò nel tempo
disperso o alienato come rottame. Cfr. G. COSTANZI, A proposito del Museo aeronautico nazionale
tecnico e storico, in «Rivista Aeronautica», n.s., XXV (1949), 1, p. 45.
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