Page 246 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
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PARTE SECONDA - I FONDI ARCHIVISTICI

                             segretario generale della Commissione e dell’intendente generale dell’aeronautica, quest’ul-
                             timo al posto del comandante generale della Regia aeronautica e del direttore generale del-
                             l’aeronautica. Nel 1925 venne istituito, con il r.d.l. n. 627, il Comitato tecnico per l’aeronautica
                             che sostituì, quale organo consultivo della Commissione, il Comitato superiore dell’aeronau-
                             tica. Nello stesso anno, con il r.d.l. n. 2281, la denominazione del Comitato per la preparazione
                             della mobilitazione nazionale venne mutata in quella di Comitato per la mobilitazione civile,
                             messo a capo del servizio degli osservatori industriali e ampliato nel numero dei suoi membri,
                             tra i quali furono inclusi rappresentanti del nuovo Ministero dell’aeronautica; inoltre, nel Co-
                             mitato deliberativo della Commissione entrarono, come membri di diritto, i ministri dell’Ae-
                             ronautica, dell’Economia nazionale e per le Comunicazioni, e, come membri aventi voto
                             consultivo, il capo di Stato maggiore generale e il capo di Stato maggiore della Regia aero-
                             nautica, cariche istituite nel 1925, rispettivamente con la l. n. 866 e con il r.d. n. 496. Con il
                             r.d. 6 ago. 1926, n. 1765, venne riformulata la compagine del Comitato per la mobilitazione
                             civile – che, tra l’altro, prevedeva la presenza di un rappresentante per ciascuna delle Ammi-
                             nistrazioni militari – e meglio definita la sua dipendenza dalla Commissione; con il r.d. 8 gen.
                             1928, n. 165, venne approvato il testo unico delle disposizioni sull’ordinamento della Com-
                             missione e del servizio degli osservatori industriali; con la l. 14 mag. 1936, n. 806, vennero
                             riconfermati, quali organi consultivi della Commissione, il Consiglio dell’Esercito, il Comitato
                             degli ammiragli, il Comitato tecnico per l’aeronautica e il Comitato per la mobilitazione civile
                             e, ancora, venne disposto che il Comitato deliberativo, presieduto dal capo del Governo, do-
                             vesse essere formato dai ministri segretari di Stato e, con voto consultivo, dai marescialli
                             d’Italia, dai grandi ammiragli, dai marescialli dell’aria, dal capo di Stato maggiore generale,
                             dai tre capi di Stato maggiore di Forza armata, dal capo di Stato maggiore della Milizia vo-
                             lontaria per la sicurezza nazionale, dal presidente del Comitato per la mobilitazione civile,
                             dal segretario del Partito nazionale fascista (PNF) e dall’ispettore capo per la preparazione
                             premilitare e postmilitare della Nazione. A seguito del r.d.l. 3 giu. 1938, n. 1481, la Commis-
                             sione assunse anche le competenze relative all’organizzazione e alla mobilitazione della Na-
                             zione in guerra, mentre il segretario del PNF e l’ispettore capo per la preparazione premilitare
                             e postmilitare della Nazione vennero esclusi dal Comitato deliberativo della stessa Commis-
                             sione. Nel 1940, con la l. n. 416, la Commissione, guidata dal capo del Governo, duce del fa-
                             scismo, venne definita quale organo interministeriale per coordinare gli studi e le risoluzioni
                             di tutte le questioni collegate alla sicurezza e difesa della Nazione, alla sua organizzazione e
                             mobilitazione per la guerra e, ancora, all’utilizzazione delle risorse e alle attività dello Stato
                             ai fini della difesa. Venivano poi inseriti alcuni cambiamenti nel Comitato deliberativo della
                             Commissione, ricomprendendo, tra i suoi membri con voto consultivo, i sottosegretari di Stato
                             alle Forze armate, il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri, il sot-
                             tosegretario di Stato agli Affari albanesi, l’ispettore delle Truppe oltremare e il commissario
                             generale per le fabbricazioni di guerra. Modifiche furono apportate anche per gli organi con-
                             sultivi della Commissione, individuati nel Consiglio dell’Esercito, nel Comitato degli ammi-
                             ragli, nel Consiglio dell’aria (istituito con il r.d.l. 22 ott. 1936, n. 1956), nel Centro nazionale
                             di mobilitazione civile del PNF, nel Consiglio nazionale delle ricerche e nel Commissario ge-
                             nerale per le fabbricazioni di guerra. Scompariva, dunque, il Comitato per la mobilitazione
                             civile, soppresso dalla stessa legge del 1940, che per circa un decennio era stato il principale
                             organo consultivo della Commissione ma che aveva, di fatto, perduto la sua centralità in se-
                             guito all’istituzione, nel 1935, del Commissariato generale per le fabbricazioni di guerra. Con
                             i regi decreti 31 ott. 1942, n. 1611 e n. 1612, furono assegnati alla Commissione sia il compito



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