Page 36 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
P. 36

PREFAZIONE - ELIO LODOLINI

                                                                          21
                             La  documentazione   della  RSI (pp. 256-259) conservata  dall’Archivio storico
                             dell’Aeronautica  è  però in quantità  minima:  appena  216 fascicoli, veramente

                             pochi, tanto più se  si  considera  che  nella  RSI non solo, come  abbiamo detto,
                             l’artiglieria contraerea, ma anche i paracadutisti facevano parte dell’Aeronautica.
                             L’acquisizione, da parte dell’Ufficio storico, di ulteriori archivi privati oltre quelli
                             già posseduti, potrebbe in parte colmare questa grave lacuna.
                             La divisione degli italiani nel periodo 1943-1945 si verificò anche fra i membri di

                             una stessa famiglia nella scelta di campo, e su questo basti citare quella fra il ma-
                             resciallo d’Italia  Rodolfo Graziani  (Filettino, Frosinone, 1882 - Roma  1955),
                             ministro delle  Forze  armate  della  Repubblica  sociale  italiana, ed il  generale  di

                                                                                            22
                             squadra aerea Giulio Cesare Graziani (Affile 1915 - Roma 1998) , che fece parte
                             della  Regia  aeronautica  cobelligerante. Uno di  questi  casi  è  presente  anche  in
                             questa Guida, nell’archivio privato di Carlo Martra e del genero Romeo Minardi.
                             Dopo la fine della guerra, però, ci fu un reciproco riconoscimento fra i combattenti
                             regolari  (tali  sono, per il  diritto internazionale, coloro che  rispondono a  tre




                             nelle stragi che seguirono la fine della guerra. Il numero di quante furono uccise non è noto, ma da
                             più parti è stato calcolato in circa trecento, duecento delle quali nominativamente identificate. Più
                             numerose furono quelle che subirono violenze di ogni sorta.
                             21  Data la sproporzione delle forze in campo, l’Aeronautica della RSI si concentrò nella difesa delle
                             città italiane, pur non rinunciando a qualche azione offensiva, come quella compiuta da aerosiluranti
                             contro navi nemiche a Gibilterra. Il nemico, oltre ad effettuare massicci bombardamenti sulle città,
                             che provocarono un gran numero di morti civili (mi limito a ricordare la strage, a mezzogiorno del
                             20 ottobre 1944, dei bambini della Scuola elementare Crispi di Gorla, nella periferia di Milano,
                             priva di qualsiasi obiettivo militare, ad opera di aerei americani), inviò singoli aerei che solcavano
                             a bassissima quota i cieli della RSI, mitragliando qualunque cosa si muovesse, un pedone in una
                             strada, un contadino nei campi, un asino carico di fascine. Questi aerei erano stati denominati, non
                             so perché, “Pippo” dalla popolazione, ed al grido di allarme “c’è Pippo” tutti cercavano un riparo.
                             In molti punti erano state scavate lungo le strade extraurbane trincee a zig-zag in cui i passanti po-
                             tevano rifugiarsi per sfuggire ai mitragliamenti. Anche chi scrive ebbe occasione di servirsene.
                             Mi sia permesso un ricordo personale. Una bambina che viveva in una località campestre dell’Emilia
                             e tutti i giorni percorreva in bicicletta alcuni chilometri per andare a scuola nel paese vicino, mi ha
                             raccontato che d’inverno, nonostante il freddo, sperava sempre che ci fosse la nebbia, che l’avrebbe
                             posta al riparo dai mitragliamenti a bassa quota da parte dell’aereo americano di turno. Quella bam-
                             bina si chiamava e si chiama Carla e da più di cinquant’anni è mia moglie.
                               Decorato di medaglia d’oro, sei medaglie d’argento e una di bronzo e una promozione per merito
                             22
                             di guerra.


                                                                   XXXIV
   31   32   33   34   35   36   37   38   39   40   41