Page 35 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
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settembre  sembrava  eccessivo (il  Governo repubblicano si  era  installato dal  23
                             settembre), ma non si oppose al provvedimento. Dato il tempo che occorse per il

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                             “concerto” con tutti i ministeri, che avevano sede in città diverse , e la crescente
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                             della RSI; comunque, è da sottolineare questa iniziativa, certamente molto sgradita
                             ai tedeschi. Ma il Governo della RSI – a differenza del sedicente Governo regio
                             del Sud – era un governo indipendente ed adottava i propri provvedimenti senza il

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                             controllo dell’alleato germanico, anche quando questi erano ad esso sgraditi .
                             Nella RSI ai militari era vietata per legge l’iscrizione al Partito fascista repubblicano
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                             ed a qualunque altro partito , perché le Forze armate dovevano difendere soltanto
                             la Patria e non una parte politica. Un’aliquota di esse fu costituita dai giovani delle
                             classi 1924 e 1925, che nella RSI furono chiamati al normale servizio militare di
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                             leva . Ci fu, per la prima volta nelle Forze armate italiane, anche una componente
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                             delle attuali donne nelle Forze armate, le ausiliarie della RSI prestavano servizio

                             disarmate, in uffici, comandi, ospedali  militari, ecc. Alcune  furono impiegate
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                             anche nell’artiglieria contraerea, che faceva parte dell’Aeronautica .



                             16  La RSI non ebbe una sede ufficiale. Mussolini risiedeva a Gargnano, la Presidenza del Consiglio
                             dei ministri era a Bogliaco, i ministeri in città diverse; taluni, come quello delle Forze armate, sud-
                             divisi fra più città, sotto la denominazione comune di “Quartier generale” e come indirizzo un nu-
                             mero di “posta civile”. Non so chi abbia coniato l’assurda dicitura “Repubblica di Salò”, che è un
                             grosso errore in quanto la RSI mai e poi mai ebbe sede a Salò e Mussolini non mise mai piede né
                             a Salò né nelle vicinanze di Salò. Come sia nato il nome Salò riferito alla RSI è incomprensibile:
                             forse (è una mia ipotesi) perché vi aveva sede l’Agenzia giornalistica Stefani, la grande agenzia uf-
                             ficiosa italiana di notizie, con corrispondenti in tutto il mondo, fondata da Cavour e assurdamente
                             soppressa dopo la Seconda guerra mondiale?
                             17  Basti citare una delle leggi fondamentali della RSI, quella sulla socializzazione (partecipazione
                             dei dipendenti in forma paritaria con i datori di lavoro alla direzione delle aziende), la cui applica-
                             zione fu fortemente avversata dai tedeschi perché temevano che rallentasse la produzione bellica.
                                Un altro partito costituitosi nella RSI fu il Partito repubblicano socialista, che pubblicava anche
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                             un proprio quotidiano, «L’Italia del popolo», e di cui fu a capo Domenico Edmondo Cione (Napoli
                             1908 - Napoli 1965), un allievo di Benedetto Croce.
                                Come è noto, in Italia c’era la leva militare obbligatoria, che fu abolita, o meglio, “sospesa” sol-
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                             tanto dal 2005.
                             20  Le ausiliarie furono circa seimila, per lo più giovanissime. Pagarono un alto prezzo di sangue



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