Page 401 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
P. 401

II. ARCHIVI PRIVATI

                             S a b e l l i ,  f a m i g l i a ,  fascc. 43 e oggetti 3 (specie 1904-1925, con docc.
                             fino al 1995). Inventario 2015.

                             La famiglia Sabelli, di condizione agiata, era composta da Geminio, capofamiglia, e dalla mo-
                             glie Rosa Eletta Di Menna; dalla loro unione nacquero Emilia, Margherita (detta anche Pupetta
                             e Margot), Lidia (anche nella variante Lydia), Guglielmo e Giovanni. Quest’ultimo, per la par-
                             ticolarità e drammaticità della sua vicenda personale, influenzò la storia del nucleo familiare
                             ed è la “ragione” della formazione, crescita e fisionomia dell’archivio familiare.
                             Giovanni Sabelli nacque il 23 settembre 1886 a Napoli. Dopo aver frequentato il liceo classico,
                             nel 1910 si trasferì negli Stati Uniti d’America, che aveva già visitato nel 1904, per continuare
                             gli studi presso la prestigiosa Columbia Grammar School, con sede a New York. Nell’estate
                             del 1911 si spostò in Inghilterra per frequentare la Scuola di pilotaggio di Brooklands, dove
                             conseguì, nel 1912, il brevetto di pilotaggio. Successivamente lavorò, come pilota, per la British
                             Deperdussin Aeroplane Company ltd e poi per la filiale inglese della Société Anonyme des
                             Appareils d’Aviation Hanriot. Nel 1912-1913 partecipò alla Prima e alla Seconda guerra bal-
                             canica come pilota militare a contratto dell’Esercito bulgaro che, carente di personale di volo,
                             aveva autorizzato l’assunzione di aviatori stranieri. Terminati i conflitti rimase ancora in Bul-
                             garia accettando, nel gennaio 1914, l’offerta del Governo bulgaro di lavorare, per tre anni,
                             come istruttore nella Scuola di volo dell’Esercito con sede a Sofia. Ma quando l’Italia entrò in
                             guerra, approfittando di una licenza, Giovanni Sabelli fece domanda di essere inquadrato nel-
                             l’Aviazione del Regio esercito; domanda che fu accettata e, dopo un breve periodo di adde-
                             stramento e dopo aver ottenuto il brevetto di pilota militare, fu inviato in Francia, presso il
                             Campo di volo di Le Bourget (Parigi), per istruirsi sui nuovi Nieuport da caccia. Dal marzo
                             1916 prese parte alla Prima guerra mondiale, combattendo inizialmente con la 2ᵅ Squadriglia
                             caccia, che nell’aprile dello stesso anno assunse la denominazione di 71ª Squadriglia caccia.
                             Promosso al grado di tenente a settembre, nel mese successivo divenne comandante di una se-
                             zione Nieuport stanziata in Albania. Rientrato in Italia nell’aprile 1917, dopo una breve per-
                             manenza presso la 71ᵅ e poi l’81ᵅ Squadriglia caccia, fu assegnato, nel mese di maggio, alla
                             91ᵅ Squadriglia caccia, unità guidata da Francesco Baracca e con la quale Giovanni Sabelli
                             conquistò il titolo di “Asso”. Il 25 ottobre 1917 il suo apparecchio, colpito nel corso di un com-
                             battimento aereo, precipitò in fiamme sull’Altopiano della Bainsizza; né il suo corpo né il ve-
                             livolo furono mai trovati. Per tale evento gli fu riconosciuta una seconda medaglia d’argento
                             al valore militare.

                             Le carte e alcuni oggetti personali di Giovanni Sabelli sono stati donati all’USAM
                             nel 2014 da Francesco Sabelli, nipote di Giovanni. L’aggregato documentario è

                             composto da nuclei, non sempre facilmente circoscrivibili, prodotti sia dall’Avia-
                             tore che da alcuni esponenti della sua famiglia, anche se il fulcro, la motivazione
                             originaria, della raccolta, sedimentazione e trasmissione delle carte sono certamente

                             la figura e le vicende di Giovanni. È presente documentazione in bulgaro (con tra-
                             duzioni in italiano), francese e inglese.



                                                                   341
   396   397   398   399   400   401   402   403   404   405   406