Page 405 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
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II. ARCHIVI PRIVATI
tico italo-franco-germanico. In congedo dal maggio 1966 con il grado di generale di squadra
aerea, venne poi designato quale membro della Commissione d’inchiesta istituita nel gennaio
1968 dal ministro della Difesa per accertare se, all’interno delle Forze armate, fossero state as-
sunte, in relazione agli eventi politici della primavera-estate del 1964 (il cosiddetto “piano
Solo”), iniziative e attività illegittime e, ancora, per individuare le eventuali responsabilità in
ogni ordine, amministrativo, disciplinare e penale. Inventore, insieme al tenente di vascello
osservatore Giovanni Marazio, del grafometro, strumento utilizzato sugli aerosiluranti, U. fu
autore di scritti sugli aerosiluranti e sull’esperienza vissuta durante l’internamento nel Lager
64/Z. Morì il 20 marzo 1990 a Roma.
La documentazione è stata donata all’USAM probabilmente nel 1995 dagli eredi
di U. Si tratta di documentazione, di natura prevalentemente personale, relativa
alla stesura dei volumi Storia degli aerosiluranti italiani (1974) e Lager 64/Z di
Schokken, Polonia. Un altro volto della Resistenza (1977), costituita da corrispon-
denza, fotografie e copie di articoli dello stesso U. Inoltre, sono presenti un album
fotografico e fotografie sciolte con immagini relative ai festeggiamenti per il de-
cimo anniversario della fondazione della Regia aeronautica, alla Seconda guerra
mondiale, alle scuole di pilotaggio e aeroporti, al 34° corso allievi ufficiali piloti
di complemento e, infine, a città e località italiane.
U s u e l l i C e l e s t i n o , bb. 3 (1904-1927, con docc. trascritti del 1903
e con docc. fino al 2004). Elenco 2004.
Nacque nel 1877 a Milano. Intraprese, giovanissimo, un’intensa attività commerciale in Ame-
rica latina dove si dedicò anche all’alpinismo, riuscendo a scalare le vette più alte delle Ande:
nel 1901 fu il primo alpinista a raggiungere il picco del vulcano peruviano Chachani e nel 1903
fu il secondo a salire fino alla cima del vulcano ecuadoriano del Chimborazo. Tornato in Italia
fu uno dei primi trasvolatori in pallone, con risultati a volte tragici. Ad esempio, nell’ambito
delle varie manifestazioni e gare aviatorie organizzate per l’esposizione internazionale di Mi-
lano del 1906, U., partito dal capoluogo lombardo insieme a due amici aeronauti, venne tra-
scinato da un vento di estrema violenza e precipitò nell’Adriatico (al largo di Ancona),
riuscendo a stento a salvarsi mentre i due compagni d’avventura persero la vita. Ma a questa
drammatica esperienza U. reagì immediatamente e, sempre durante la stessa esposizione mi-
lanese, nel mese di novembre riuscì a compiere la sua impresa di maggior rilievo, ossia tra-
svolare per primo le Alpi in pallone aerostatico partendo dal versante italiano. E, ancora, nel
1907 raggiunse in pallone aerostatico i 5.700 metri e, negli anni a seguire, partecipò a varie
manifestazioni aerostatiche, come l’edizione del 1912 della coppa Gordon Bennet, la più im-
portante gara internazionale di palloni, durante la quale, in coppia con Aldo Finzi, stabilì il re-
cord italiano di distanza e durata. Conseguito nel 1910 il brevetto di pilota di dirigibile, U. si
dedicò alla progettazione e costruzione di dirigibili, installando un laboratorio alla Bovisa
(quartiere di Milano). Come costruttore di dirigibili, però, ebbe minor fortuna che come pilota.
Difatti i dirigibili della serie U (Usuelli) non diedero prova di funzionalità: l’U1 e l’U2 furono
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