Page 121 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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CARLO ROCCA *
LA CAMPAGNA DEL 1859
II dominio degli stranieri nella penisola italiana e nel Lombardo-Veneto
non poteva a lungo conciliarsi col sentimento di nazionalità sempre più vivo
negli Italiani: era quindi inevitabile che la lotta, troncata sui campi di Nova-
ra, dovesse presto o tardi ricominciare.
Mentre si accentuava la tensione tra l’Impero austriaco e il Regno di Sar-
degna, rimasto estraneo alla reazione che seguì agli eventi gloriosi ma sfortu-
nati del 1848-49, i risultati brillanti dell’esercito sardo in Crimea e l’abilità
del conte di Cavour al Congresso di Parigi aumentarono all’estero quelle sim-
patie che il piccolo Stato e il suo grande Re già si erano acquistate nella peni-
sola.
E gli Italiani di tutti i partiti sentirono allora, finalmente, la necessità del-
la concordia e dell’unione al Piemonte nel nome di Vittorio Emanuele: ne
nacque, fra l’altro, quella Società Nazionale cui, sin dal luglio ‘56, aderì com-
pletamente Giuseppe Garibaldi «col profondo convincimento di far bene,
convinto che l’amalgama di ogni colore politico poteva solo sottrarre l’Italia
dalla sciagura».
Ma per ottenere l’indipendenza dallo straniero era necessario preparare al-
la guerra l’opinione pubblica e le forze armate e assicurare al Regno di Sarde-
gna un potente alleato. Il governo austriaco - che sin dal luglio ‘57 aveva tron-
* Carlo Rocca (Oneglia, 1868 - Roma, 1966), nominato sottotenente dei bersaglieri nel 1887, fu in
Eritrea durante la campagna del 1895-96. Dopo aver frequentato la Scuola di guerra, fu assegnato
all'Ufficio Storico del Comando del Corpo di S.M. Qui, sotto la guida di Alberto Cavaciocchi, prov-
vide alla stesura della relazione ufficiale sulla guerra di indipendenza del 1859. Partecipò poi alla cam-
pagna di Libia e alla prima guerra mondiale. Nel corso di questa, sempre al comando di unità combat-
tenti, giunse al grado di brigadiere generale, col quale ebbe ai propri ordini, successivamente, le Brigate
Bologna e Salerno. Dopo la fine della guerra ottenne il grado di generale di Divisione e svolse una inten-
sa attività pubblicistica e di studioso, collaborando anche ad alcune enciclopedie. Nel 1934 pubblicò
presso le Edizioni "Corbaccio" di Milano il volume Vittorio Veneto, valida ricostruzione storica della
battaglia.

