Page 122 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
P. 122
122 Thaon di Revel
sul fianco gli austriaci se si fossero avvicinati a Torino e resistere fino all’arrivo dei francesi e per sinte-
tizzare la situazione ricorreva a un’immagine del suo gioco preferito:
“Se fossimo a una tavola di whist direi che abbiamo gli onori nel nostro giuoco con tutta probabilità
33
di fare una levée, mentre non possiamo perdere del colpo. “
Ai primi di maggio, a guerra ormai dichiarata, Genova si recò a Valenza dove entrò nella 5ª Divisio-
ne comandata da Domenico Cucchiari per poi passare pochi giorni dopo nella 3ª di Giovanni Durando,
composta dalle brigate Cuneo guidata dal generale Annibale Arnaldi e Pinerolo agli ordini del maggior
generale Roberto della Rocca.
La divisione contava 11.003 uomini presenti e 650 cavalli. Era costituita, come le altre, di soldati di
leva e di volontari. Tra i militari di leva, oltre a quanti avevano già combattuto sia nelle Prima Guerra
d’Indipendenza sia nella spedizione in Oriente, c’erano i più giovani (delle classi 1834 – 1837) che si
affacciavano per la prima volta sul campo di battaglia. Numerosi erano i volontari, circa 2.000, inqua-
34
drati per la maggior parte nella fanteria di linea e nei Bersaglieri. Il di Revel assunse il comando della
brigata di artiglieria composta da tre batterie, la 4ª, la 5ª e la 6ª.
35
Era a Casale, dove la 3ª divisione si era portata, quando il 20 maggio nel palazzo del marchese Dalla
Valle s’incontrarono l’imperatore Napoleone III e il re di Sardegna Vittorio Emanuele II. All’indomani
dello dello storico convegno vi fu una vigorosa azione lungo il fiume Sesia, dove ebbe una parte di ri-
lievo anche la divisione del di Revel che si era disposta intorno a Stroppiana, una decina di chilometri a
sud di Vercelli. Il 22 maggio, secondo gli ordini ricevuti, Genova eseguì con grande perizia una manovra
diversiva con reparti della 2ª e 5ª divisione, simulando un tentativo di passaggio del fiume a Palestro, allo
scopo di tenere impegnate le forze austriache che presidiavano la riva sinistra per sostenere l’avanzata
della 4ª Divisione che aveva passato la Sesia il giorno prima.
Così, per trarre in inganno il nemico, non avendo a disposizione l’equipaggiamento per gettare i
ponti, fece correre lungo la riva del fiume i carri di batteria, mentre gli austriaci li bersagliavano con
un intenso fuoco di artiglieria e con racchette. L’azione di disturbo costò alla divisione del maggiore
36
di Revel gravi perdite, tra cui un ufficiale di Stato Maggiore. Genova ebbe per il valore dimostrato la
menzione onorevole. 37
L’iniziativa dell’esercito sardo sulla Sesia prese sempre più consistenza: il 30 maggio quattro divi-
33 Genova Thaon di Revel, Il 1859 e l’Italia centrale. Miei ricordi, cit. p. 8.
34 Cesare Rovighi, Storia della Terza divisione dell’esercito sardo nella guerra del 1859, Unione Tipografica Editrice, Torino, 1860, p. 12.
35 «Due di queste batterie dovevano essere da otto, una da sedici: le due prime di sei cannoni e due obici, l’ultima di cannoni soltanto:
ciascuna poi di 194 uomini comandati da quattro ufficiali, e di 152 cavalli. Il parco doveva avere 46 uomini, fra cui due ufficiali (…)
Ogni batteria doveva portar seco per ciascun cannone da otto 160 colpi, di cui 128 a palla, e 32 a mitraglia; ciascun cannone da sedici
139 colpi, di cui 78 a palla, 40 a granate e 21 a mitraglia; ciascun obice da 13 centimetri 108 colpi, di cui 90 a granata, 14 a mitraglia e
4 a granata incendiaria. Il parco aveva 60 colpi per ogni cannone da otto, 87 per ciascun di quelli da sedici, 114 per ogni obice, 84,000
cartuccie da fucile da bersagliere, e 28,000 da fanteria di linea». Cfr. Cesare Rovighi, Storia della Terza divisione, cit., p. 3n
36 «Il comandante la 3ª divisione, gen. Durando, che aveva ricevuto l’ordine all’una del mattino del 22, mandò le truppe al porto di Pa-
lestro, sulla strada da Prarolo a Palestro, dove egli giunse alle 5. Oltre la Sesia non si scorgeva che qualche piccolo posto nemico. Una
sezione della 6ª batteria lanciò qualche granata dove si riteneva probabile la presenza delle granguardie [sic] avversarie; dopo circa 2
minuti si udì il rumore dell’artiglieria nemica che giungeva al trotto. Il comandante la 6ª batteria mise in batteria gli altri quattro pezzi,
mentre una compagnia del 13º regg. fant., sussidiata da squadriglie del 2º battgl. Bersaglieri, si slanciava nelle boscaglie a protezione
dell’artiglieria. Durante il duello delle artiglierie la 7ª batteria [era della 5ª divisione, ma era stata temporaneamente assegnata alla
3ª del di Revel] da 16 sostituì la 6ª batt. da 8, la cui efficacia appariva inferiore a quella dei cannoni avversari, i quali avevano anche
il vantaggio d’essere in posizione coperta dietro l’argine: il cambio venne fatto a braccia sotto il fuoco vivissimo del nemico». Cfr.
Comando del Corpo di Stato Maggiore. Ufficio storico, La guerra del 1859 per l’indipendenza d’Italia. Stab. della società editrice
laziale, Roma, 1910, Vol. I. Narrazione pp. 263 – 264.
37 «Menzione Onorevole per essersi distinto nella dimostrazione al porto di Palestro e sulla Sesia il 22 Maggio 1859, e per l’abilità e
sangue freddo con cui diresse l’artiglieria sotto i suoi ordini». Cfr. Ministero della Guerra, Stato di servizio, cit., Campagne, ferite,
azioni di merito e decorazioni, p. 4.
capitolo quarto

