Page 127 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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La Seconda Guerra d’IndIpendenza 1857 -1859 127
affidiamo ancora una volta alle parole di De Amicis:
“All’improvviso, da una parte del campo si sente una
voce concitata: - Il generale Mollard! – E’ un uffizia-
le d’ordinanza del Re, arrivato di gran carriera, con
una notizia sul volto. Il Mollard accorre. – Generale!
– quegli esclama; - Sua maestà fa sapere che i Francesi
vincono a Solferino, e ch’egli vuole che i suoi soldati vin-
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cano qui.”
Seguiamo ora la narrazione della battaglia che fece Ge-
nova, nel rapporto inviato il 28 giugno da Villa Ostiglio al
comandante superiore d’Artiglieria, proprio a partire da questo
momento:
“Verso le 3 il generale Mollard mi comunicò l’ordine del
Re di prendere ad ogni costo S. Martino, dicendomi di
dare le disposizioni necessarie. Mi affrettai di chiama-
re tutte le sezioni in linea, onde colla 15ª batteria, che
doveva giungere colla brigata Aosta, ottenere un con-
centramento capace di superare gli ostacoli. Il gene-
rale Mollard ordinava a un battaglione di Pinerolo e
ad una compagnia di bersaglieri di girare a destra le
alture per minacciare la sinistra del nemico. Io gli pro-
posi di mandarvi pure due soli pezzi senza cassoni: Non
osavo domandarvelo, ma accetto volentieri, mi rispose,
e la sezione della 5ª, comandata dal furiere Malavasi, es-
sendo la più vicina, la destinai a quella spedizione (…) La 4ª
batteria a destra, la 5ª a sinistra della brigata Pinerolo, la 15ª a
sinistra d’Aosta, la 6ª indietro sulla ferrovia, furono pronte ad aprire
il fuoco. Si fu con non lieve fatica che potei fare entrare tutte queste sezioni in linea
(…) Diedi ordini ai capitani di fare un fuoco violentissimo, dovendosi a ogni co-
sto superare la resistenza. Era questa centralizzatasi in gran parte alla Contra-
cania e sulle alture che la dominavano. Venti pezzi disposti tra la Perentonella
e la Monata snidarono il nemico dalla Contracania. Si fu quello un momento
molto critico, perché sulla sinistra Aosta soffrì un panico e ritiravasi. Erano
esposti i pezzi, ma non dovevasi rinculare. (…) Stavo ansioso se dovessi ritirare
i pezzi o lasciarli esposti all’imminente pericolo di essere presi, ma la necessità
di spingere a ogni possa l’attacco mi diede animo di rischiare tutto (…) Intanto,
siccome la Contracania era quasi libera, portai una sezione alla sinistra, quella del
sottotenente Claudio Ramux [6ª batt.], onde scagliasse mitraglia sulle colonne nemiche.
L’effetto fu pronto, esse si ritirarono. Aosta mosse alla Contracania. I pezzi, rimesso l’avan-
treno, spingevasi avanti e, su su per l’erta in mezzo alla fanteria, si portavano a coronare le alture
di S. Martino. Lo slancio della truppa fu grandissimo, ma nuovi attacchi minacciavano la posizione.
Ordinai alle batterie 5ª, 6ª e 15ª di fare, come si dice, un fuoco infernale; venne ad aggiungervisi la
9ª e così si trattenne l’avanzarsi del nemico e il ritirarsi dei nostri. Una carica dello squadrone [2º]
cavalleggieri Monferrato, capitano Avogadro, diede l’ultimo crollo e la 5ª divisione saliva essa pure
sulla strada di Pozzolengo.”
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46 Edmondo De Amicis, Pagine militari, a cura di Oreste Bovio, cit., p.155.
47 Comando del Corpo di Stato Maggiore – Ufficio storico, La guerra del 1859 per l’indipendenza d’Italia. Documenti, Stab. Tip. della
Società editrice laziale, Roma, 1912, vol. II, pp. 422 – 423.

