Page 147 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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La questione deLLo stato Pontificio 147
1850, a una marchesa cui avrebbe fatto molto piacere incontrare
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nuovamente il di Revel. Si parlava però di una nobildonna ber-
linese, quindi ben lontana dal luogo dove aveva programmato
il suo viaggio. L’unico nome femminile che ricorre, sia pur ra-
ramente, è quello della cognata Emilia De Montegu di Basilio,
vedova del fratello Adriano, precedentemente maritata al conte
Guglielmo de Viry, ricordata da lui come Emily. Rammentiamo
che durante la sua missione di intelligence a Vienna, il di Revel
visse per quasi due anni a casa del fratello Adriano, morto poi
di colera a Torino nel 1854. Genova rimase in contatto episto-
lare con la cognata che nel frattempo si era trasferita a Londra
e probabilmente da lei ricevette in dono il binocolo che ave-
va tanto incuriosito Vittorio Emanuele durante la ricognizione
sulla linea del fronte nel luglio del 1859, mentre al comando
dell’artiglieria della 1ª Divisione poneva l’assedio alla fortezza
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di Peschiera. Poco prima di partire per la Confederazione Ger-
manica, il di Revel, come abbiamo visto, si era recato in Savoia
per questioni che interessavano proprio Emily. Durante la sua escur-
sione sul Reno, a Francoforte fece visita agli amici del defunto fratello
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Adriano, conoscenti comuni a lui e a Emily. Che Genova nutrisse ri-
spetto e attenzione verso i sentimenti della cognata era testimoniato anche
da quanto scrisse nella lettera in cui spiegava al fratello Ottavio perché lui,
cattolico osservante, avesse accettato di partecipare all’invasione dello
Stato Pontificio, una decisione che «temo non sia consentanea alle
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tue idee ed a quelle di Emily». Emilia de Montegu morì l’anno
seguente nel mese di ottobre a Torino.
32 MNRT, Archivio Govone, cit., Cart. 1, busta 5, n. 13
33 «Questo binocolo mi era stato mandato al principio della campagna da Londra da una signora, mia amica, che l’aveva fatto fare espres-
samente adatto alla mia vista. Fu sempre riconosciuto superiore a tutti gli altri». Cfr. Genova Thaon di Revel, Il 1859 e l’Italia centrale,
cit. p. 37n.
34 Ivi, p. 31.
35 Genova Thaon di Revel, Da Ancona a Napoli, cit., p. 33.

