Page 169 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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La Liberazione deLL’itaLia CentraLe e Lo sCiogLimento deLL’eserCito meridionaLe.      169


















































                        zioni davvero problematiche che quotidianamente doveva affrontare e risolvere, manifestava una nota
                        di salda fiducia, dichiarandosi sicuro che in breve anche il Sud sarebbe cambiato e avrebbe assunto le
                        caratteristiche del resto d’Italia. Certo ora non poteva nascondere le diversità che vedeva tra la società
                        meridionale e quella settentrionale, in particolare per la presenza della camorra, ma sosteneva l’azione
                        energica di Bertrando Spaventa.
                             “Questi formano una consorteria che s’impone ovunque. Capi e cagnotti si sostengono l’un l’altro,
                             impiegando ogni mezzo per conservare la loro supremazia sulle differenti classi, e poterne prelevare
                             la tassa da loro imposta. Non abbiamo idea di tal caso da noi. Il Governo borbonico se ne serviva
                             come agenti segreti di polizia, e per ciò tollerava i loro soprusi. Ora sentono che Spaventa li vuole
                             annientare, e che le loro prepotenze corrono pericolo. “ 54
                           Ma poi, quasi a smentire il quadro fosco che aveva rappresentato testimoniava al fratello la propria
                        fiducia:
                             “A torto si annerisce la situazione di queste provincie. Ricordiamoci della Lombardia, dell’Emilia e
                             della Toscana. Pareva che vi regnasse il massimo disordine, invece tutto procedé bene. Si pensi ai 40
                             mila furfanti che piombarono da ogni parte, alle carceri ed ai bagni vuotati. Agli 80 mila fucili, tirati
                             fuori per darli alle guardie nazionali, che sparvero e caddero chi sa in quali mani, a tutti i Borbonici
                             sbandati, a quelli assoldati da Roma per briganteggiare, e si sarà stupiti che le cose procedano, e
                             che in fondo vi sia vera sicurezza.” 55



                        54  Ivi. p. 158.
                        55  Ivi, p. 168, Napoli, 7 aprile 1861.
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