Page 164 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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               nieri, senza tener conto dell’ispirazione ideale dei singoli reparti: tanto quelli organizzati dai moderati,
               denominati Legione, quanto le unità formate dai democratici che presero il nome di Cacciatori, furono
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               egualmente liquidati.    Non valsero neppure le raccomandazioni influenti dei membri del Consiglio
               di Luogotenenza, come l’intervento di Silvio Spaventa a favore delle Forze insurrezionali salernitane
               guidate da quello che il di Revel definì un certo Fabbrizi, il quale perché omonimo di Nicola Fabbrizi,
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               pretendeva fare a modo suo . Una delle poche eccezioni fu fatta per la Legione Ungherese formata dal
               generale István Türr, comandante militare di Napoli con il governo dittatoriale di Garibaldi, che per i
               calcoli di politica internazionale Cavour voleva fosse mantenuta.
                  La rapida dissoluzione della gran massa dei combattenti dell’Esercito Meridionale, molti dei quali
               rimandati nei loro paesi di origine con un foglio di via, rese ancor più difficile agli ufficiali delle forma-



               43  Carlo Jean, Garibaldi e il volontariato militare nel Risorgimento italiano, cit., p. 415.
               44  Si trattava in realtà di Luigi Fabrizi ufficiale garibaldino e fratello di Nicola, comandante della Brigata Salerno di circa 1500 uomini,
                   regolarmente inquadrati nell’Esercito Meridionale. Cfr. Genova Thaon di Revel, da Ancona a Napoli, cit., p. 120. Notizie su Luigi
                   Fabrizi anche nel libro di Eva Cecchinato, Camicie rosse. I garibaldini dall’Unità alla Grande Guerra, Laterza, Roma – Bari. 2007,
                   pp. 17 – 18. Stessa sorte toccò al battaglione Volontari del Sannio che aveva combattuto a Isernia e che ottenne solo la gratifica della
                   Guardia Nazionale corrispondente a un mese di paga. Sciolte anche la I e la II Legione Sannita, organizzate dai moderati a Campobas-
                   so e che si erano segnalate nell’assedio della fortezza di Civitella del Tronto. Così pure, nonostante l’appoggio di Liborio Romano e
                   Pasquale Stanislao Mancini, furono liquidati i Cacciatori dell’Ofanto, del Taburno e del Gran Sasso.
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