Page 160 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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transigenza morale; così gli concesse anche una larga autonomia decisionale.
Genova accettò questa nuova incombenza di buon grado, non sollevando le rimostranze del soldato
ferito nell’orgoglio, come invece aveva fatto a Milano. In questa sua scelta possiamo leggere la convin-
zione di contribuire comunque alla costruzione del nuovo Regno d’Italia, ora che la parte più propria-
mente bellica sembrava esaurirsi, anche con un incarico che solo pochi mesi prima avrebbe sdegnosa-
mente definito sedentario e cercato di evitare a ogni costo.
Prese dunque servizio al ministero della Guerra situato all’ultimo piano di Palazzo San Giacomo, il
7 novembre 1860, quasi contemporaneamente alla presentazione dei plebisciti per l’annessione al Re-
gno di Sardegna delle Marche, dell’Umbria e del Regno delle Due Sicilie e alla nomina di Luigi Carlo
Farini a Luogotenente generale per il Mezzogiorno Continentale, con poteri illimitati salvo nel campo
militare.
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Il di Revel stava affrontando una situazione davvero nuova: l’incontro con una società con riferimenti
culturali da lui molto lontani favorì una riflessione più ampia anche sui cambiamenti intervenuti nello
stesso ambiente militare in cui si era formato e che rappresentava il suo mondo di riferimento.
In una lettera al fratello, del 23 novembre, poche settimane dopo esser giunto a Napoli, manifestava
in proposito un qualche disagio:
“In quest’ultima campagna specialmente, mi trovai mischiato con molti figli del Risorgimento italia-
no. Durando, Fanti, ed altri, e capirai che la mia posizione era qualche volta delicata, non volendo
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assolutamente far buon mercato del regime passato, se gli si movevano attacchi. “
Coglieva le novità nell’armata nazionale rispetto al 1848: non erano soltanto un migliore addestra-
mento individuale dei soldati e una più completa preparazione professionale degli ufficiali, ma si trattava
di una trasformazione più profonda intervenuta nei ruoli chiave del comando. Monopolizzato per molto
tempo dall’alta aristocrazia savoiarda, ora annoverava elementi provenienti da altre regioni d’Italia con
storie militari e personali differenti. Fanti, Cialdini, Cucchiari e i fratelli Durando, il cosiddetto gruppo
spagnolo, avevano conseguito posizioni di rilievo, tanto che delle cinque divisioni di fanteria sarde nel
1859 ben quattro erano guidate da loro. L’orgoglioso Thaon di Revel tuttavia non intendeva mettere
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in discussione, o peggio rinnegare, nel modo più assoluto la propria formazione ideale, che anzi riven-
dicava con dignità e coerenza.
“Si serviva il paese senza menarne vanto, si obbediva al Re, secondo il giuramento prestato, senza
pretendere ricompensa, soddisfatti di aver fatto il proprio dovere. Tal’era la nostra educazione po-
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litica. “
Per sgombrare il campo da ogni equivoco, espresse chiaramente a Fanti queste sue posizioni. Il mini-
stro gli confermò la sua personale fiducia e la più ampia facoltà di decisione.
Riorganizzò il suo ufficio del ministero, dove diede inizio alla liquidazione dell’Esercito
Meridionale, con uno spirito che ora definiremmo manageriale, davvero sorprendente. Evi-
dentemente le esperienze di sedentarismo maturate a Milano avevano dato buoni frutti. Si
circondò di un gruppo di ufficiali di Stato Maggiore, alcuni provenienti dall’armata napole-
tana, che risultarono molto utili per la loro conoscenza dell’ambiente e delle persone. Accol-
26 Farini, ammalato e colpito da un grave lutto familiare, lasciò l’incarico poco meno di due mesi dopo e fu sostituito il 3 gennaio 1861
dal principe Eugenio di Carignano con Costantino Nigra quale segretario di Stato. Il Consiglio di Luogotenenza era così composto: Li-
borio Romano (interno e agricoltura), Spaventa (polizia), Mancini (affari ecclesiastici), Giovanni D’Avossa ( giustizia), Paolo Emilio
Imbriani ( istruzione), Antonio Laterza (finanze), Luigi Oberty (lavori pubblici).
27 Genova Thaon di Revel, Da Ancona a Napoli, cit., p. 82.
28 John Whittam, Storia dell’esercito italiano, cit., p. 78.
29 Genova Thaon di Revel, Da Ancona a Napoli, cit., p.82.
capitolo sesto

