Page 178 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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dei Lavori Pubblici Eugène Rouher. Nel colloquio con Thounevel e con Randon, il di Revel rappresen-
tò con franchezza la situazione allarmante dei territori da lui presidiati, le infamie commesse dai briganti
e dai borbonici tutelati dal governo di Roma, le false accuse di crudeltà mosse contro i militari italiani
e l’indecorosa protezione che queste bande di ladri e di assassini ricevevano dalle forze francesi schie-
rate in difesa dello Stato pontificio. Propose un colloquio con l’imperatore, presente anche il generale
Goyon, per trovare un’intesa che soddisfacesse Napoleone III, le aspettative del governo italiano e non
scontentasse il cardinale Antonelli.
L’incontro confermò le sue previsioni negative: i due ministri lo ascoltarono con attenzione, ma senza
una vera volontà di risolvere i problemi che aveva sollevato, diedero prova insomma di una chiusura
netta su ogni questione che riguardasse lo Stato della Chiesa. Successivamente a Compiègne, al pranzo
dato in onore del re di Prussia Guglielmo I in visita ufficiale in Francia, incontrò il ministro Rouher e
anche a lui espose le stesse argomentazioni e il rischio che si intorbidassero le relazioni tra Francia e
Italia. Il capo del dicastero dei Lavori Pubblici confermò le posizioni dei colleghi di governo: la grande
maggioranza dei francesi era cattolica e non avrebbe tollerato un accordo con una nazione che intendeva
“spogliare” il pontefice dei suoi territori.
La risposta di Rouher lo convinse che un accordo parziale poteva essere raggiunto, come in realtà
era già stato fatto, con il generale Goyon solo su particolari ben definiti e che non chiamassero in causa
e non riguardassero i rapporti con il cardinale Antonelli, cosa che nessuno dei ministri francesi voleva
affrontare. Durante il suo soggiorno a Parigi ebbe anche modo di incontrare Urbano Rattazzi che ordiva
le sue trame per scalzare dalla presidenza del Consiglio il barone Ricasoli e al fratello scriveva:
“Si agita molto coi cosiddetti confidenti di Napoleone. Si direbbe una seconda edizione scorretta
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della Moscova. Nel settembre del 1849 fu a Roma come comandante il corpo d’occupazione francese. Divenne una prima volta mini-
stro della Guerra nel 1851; dopo il colpo di stato del dicembre di quell’anno fu sostituito da Armand de Saint- Arnaud e tornò in Algeria
dove aveva prestato servizio alla fine degli anni Trenta. Rientrò in Francia nel 1859 e fu nominato ministro della Guerra al posto del
generale Vaillant impegnato nella guerra in Italia.
12 Eugène Rouher (Rion 1814 – Parigi 1884) Ministro della Giustizia con Luigi Napoleone, fu uno dei principali artefici dl colpo di stato
del dicembre 1851 e divenne uno dei più ascoltati collaboratori di Napoleone III. Tenace sostenitore dello Stato Pontificio, mostrò tutta
la sua avversione all’Italia con il suo celebre jamais dopo lo sfortunato tentativo garibaldino di Mentana.
13 Si trattava del conte lombardo Ottaviano Vimercati (Milano 1815 – Monza 1879). Aiutante di campo di Vittorio Emanuele che aveva
capitolo settimo

