Page 182 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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convinzione maturata in questo momento lo vedrà più tardi, sul finire del secolo, avversario irriducibile
del cattolicesimo intransigente lombardo. A Govone, che in una lettera del 4 marzo 1862 in sostanza gli
chiedeva come si sarebbe comportato se avesse dovuto marciare su Roma, rispondeva prontamente, in-
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dicando come avrebbe mosso le truppe più prossime e il piano di occupazione della città. Da parte del
presidente Rattazzi e del ministro Petitti riscuoteva continue attestazioni di condivisione della sua linea
di condotta e una prestigiosa conferma del suo operato ebbe il 31 marzo quando ricevette da Vittorio
Emanuele la decorazione di Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
Proprio durante i festeggiamenti per questa onorificenza il di Revel ebbe modo di conoscere il tenen-
te conte Filippo Castelbarco Albani Visconti Simonetta, fratello della futura moglie Camilla, il quale
all’oscuro della relazione sentimentale di Genova con la sorella, rimase non poco sorpreso e addirittura
confuso per la cordialità e per l’amichevole accoglienza fatta dal suo generale che chiedeva notizie
dettagliate della sua famiglia. Aveva conosciuto la nobildonna lombarda, allora ventitreenne, durante il
suo soggiorno a Milano nel 1859 e in breve, grazie anche ai buoni uffici della marchesa Trivulzio, tra i
due era nata una spiccata simpatia che si trasformò presto in amore. Ma il matrimonio dovette attendere.
Quei signori che circuiscono Garibaldi, vogliono pescare nel torbido
La situazione politica nazionale infatti si era fatta incandescente, come dimostrarono i fatti di Sar-
nico del 14 maggio 1862, e richiedeva la sua partecipazione. Fu tenuto al corrente degli eventi dai suoi
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abituali corrispondenti: Della Rovere , Cossilla , Petitti, Brignone e con dovizia di particolari e con
una precisa documentazione da Clemente Deleuse , suo amico e compagno d’armi, divenuto Segretario
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19 «Presentandosene l’eventualità avrei portato le truppe a Passo Correse, [Corese, in prossimità di Fara Sabina] punto stradale della
mia linea più vicino a Roma (30 chilometri), riunendovi il più possibile di carri e vetture. Dovendo sconfinare, la cavalleria con una
batteria, ed una compagnia di bersaglieri sui carri, marcerebbe senza fermarsi su Roma, seguita il più vicino possibile dal rimanente
della truppa. Il battaglione di Todi seguirebbe». Cfr. Genova Thaon di Revel, Umbria e Aspromonte, cit., p. 46.
20 Alessandro Della Rovere (Casale Monferrato 1815 – Torino 1864) Formatosi nella Reale Accademia Militare di Torino da cui uscì nel
1835 sottotenente di artiglieria, mostrò le sue doti di ottimo organizzatore durante la guerra del 1848 – 49. Nel corso della spedizione
sarda in Crimea resse con grande capacità amministrativa l’ufficio dell’intendenza militare, guadagnandosi la promozione a tenente
colonnello e la croce dell’Ordine Militare di Savoia. Alla fine degli anni Cinquanta fu inviato da La Marmora in Francia, Prussia ed
Inghilterra per studiare l’organizzazione e la preparazione di quegli eserciti. Nel 1859 fu nominato intendente generale dell’esercito
sardo, incarico che gli fu riconfermato durante la campagne nell’Italia centrale del 1860 – 61. Nell’aprile del 1861 fu nominato luogo-
tenente del re in Sicilia. Fu ministro della Guerra con il governo Ricasoli dal 28 settembre 1861 al 3 marzo 1862 e poi con il gabinetto
Farini –Minghetti dall’8 dicembre 1862 al 28 settembre 1864.
21 Augusto Nomis di Cossilla (San Benigno Canavese 1815 – Chiavari 1881) Laureatosi in giurisprudenza all’Università di Torino nel
1838, si dedicò alla carriera amministrativa, prima a Novara, poi a Chiavari e da qui Genova. Promosso intendente di prima classe nel
1850, fu promosso intendente generale nel 1857 da Cavour che lo inviò a Cagliari. La buona amministrazione in Sardegna gli valse la
nomina a sindaco di Torino il 1° febbraio 1860, carica che ricoprì per due anni, accompagnando così la città da capitale del Regno di
Sardegna a capitale del regno d’Italia. In quel periodo, anche con la presentazione di Revel, entrò a far parte dell’esclusivo Circolo del
Whist. Nel gennaio del 1863 fu nominato dal presidente del Consiglio Farini prefetto di Palermo, una carica di grande responsabilità.
Fu nuovamente eletto nel consiglio comunale di Torino nel 1868 e 1869. Successivamente si ritirò dalla vita politica e si dedicò all’at-
tività di traduttore dal tedesco. Lasciò alla città di Torino una preziosa raccolta di oltre 11.000 lettere.
22 Filippo Brignone (Bricherasio 1812 – Torino 1877) Entrò nell’esercito sardo come cadetto della brigata Savona. Promosso capitano
nl 1848 meritò una medaglia d’argento nella battaglia di Santa Lucia e l’anno seguente nella battaglia di Novara. Partecipò alla spedi-
zione di Crimea e si distinse nella battaglia della Cernaja dove ottenne la promozione a tenente colonnello. Durante la seconda guerra
d’indipendenza al comando del 9° reggimento di fanteria, brigata Regina, ebbe la medaglia d’oro nella battaglia di Palestro. Partecipò
alla campagna nell’Italia centrale, conquistò Spoleto ed ebbe una parte decisiva nella capitolazione di Capua. Alla fine del 1860 fu
nominato comandante militare della Sicilia, incarico che ricoprì, con una breve interruzione, fino all’ottobre del 1862. Dopo di allor
fu al ministero della Guerra fino al 1866, quando prese parte, al comando della 3ª divisione, alla battaglia di Custoza. Dopo la guerra
si ritirò a vita privata.
23 Giuseppe Clemente Deleuse (Torino 1814 – Milano 1884) Tenente d’artiglieria nel 1836, prese parte alla spedizione di Crimea e alla
campagna del 1859. Nel 1861 fu promosso maggior generale. Nella Terza guerra d’indipendenza ebbe il comando dell’artiglieria del
capitolo settimo

